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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

State un pò zitti, ogni tanto…

La scorsa settimana quando siamo andati a S. Margherita, dopo pranzo mentre Rok si faceva un giro da sola, sono andato sul molo a rilassarmi un pò.

Ero steso sotto ad un sole già caldo, ma mitigato dalla brezza marina, cielo blu e poche nuvole candide di passaggio. Come colonna sonora il rumore delle onde e qualche gabbiano.

Un momento perfetto …

Avrebbe potuto essere un momento perfetto in cui godere il silenzio, il sole, la brezza, se ad una decina di metri non ci fossero state un paio di coppie con figli adolescenti che, però, erano tranquilli, a differenza degli adulti con gli stessi comportamenti che sentiamo al supermercato quando urlano nel telefono oppure al ristorante.

Eccoli quindi parlare a voce altissima, fastidiosa, con uno di questi, sui 45 anni, che corredava il tutto con urli e parole storpiate, sino a saltellare davanti agli altri, mostrando uno stupid-phone (altro che smart) urlando “guardate il mio nuovo telefono, il mio nuovo telefono”.

Pensate che le mie orecchie siano troppo sensibili oppure che sia intollerante?

Sappiate che in un ufficio si ha un valore di 60 db che è già causa di affaticamento e disturbi; figuriamoci che livelli raggiungono degli adulti che urlano a pochi metri di distanza, tra l’altro in spazi silenziosi ed infatti nell’inchiesta (clicca il link in calce per vedere il video) di Altroconsumo si legge che:

Il rumore continuo con cui conviviamo in città è vissuto come qualcosa di ineluttabile, contro cui chi decide di vivere in un centro urbano non può fare nulla.

I cittadini molto spesso ne hanno una percezione ridotta, tanta è l’abitudine,  oppure anche quando considerano il rumore un disturbo tendono a sottovalutare il problema.

E invece l’esposizione al rumore diurno e soprattutto notturno ha importanti effetti sulla salute.

Da semplice fastidio che innervosisce, l’inquinamento acustico può provocare danni anche molto gravi, primo fra tutti un aumento della pressione sanguigna e quindi un rischio maggiore di malattie cardiovascolari.

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pensieri paroleIeri stavo leggendo un’intervista all’attrice Elizabeth Olsen nel corso della quale diceva che:

“Il posto che mi ha colpito di più è il Giappone, perchè non urlano, se chiedono un autografo o una foto lo fanno sussurrando. Si può apprezzare qualcosa senza il bisogno di far rumore: è strano e bellissimo.”

Vero che io apprezzo quello che chiamo “il rumore del silenzio” che può essere quello dei fili d’erba sferzati da un vento estivo o quel silenzio assordante che forse oggigiorno trovi solo sulle montagne, se abbastanza lontane dai sentieri battuti dagli escursionisti in infradito o tacco, (esistono) che si lamentano, naturalmente ad alta voce, un passo si e l’altro pure.

Che poi, ma se la montagna non ti piace, perchè non vai al mare?

Vero anche che però si può vivere in maniera più silenziosa, tanto più quando il rumore disturba gli altri…

Ops, ho detto “altri”.  Ma che ce frega degli Altri?

Vero che l’uso della silenziosa Yaris ibrida ha acuito il mio desiderio di vivere con meno rumore attorno, ma resta il fatto che quello dell’inquinamento acustico, qualunque sia la fonte, è un problema. > Il rumore è troppo: guarda la videoinchiesta sullo stress da decibel

Per ritrovare un pò di tranquillità consiglio “Il grande silenzio”, straordinario documento sulla vita monastica girato da Philip Gröning che ha passato 6 mesi nel silenzio assoluto del chiostro della Grande Chartreuse, nei pressi di Grenoble.

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2 commenti su “State un pò zitti, ogni tanto…

  1. IlPrincipebrutto
    2 maggio 2016

    Ho visto quel documentario al cinema, ed ho anche il DVD a casa. Davvero fuori dal comune, anch’io ne consiglio la visione.
    Avvertenza/consiglio: e’ molto lungo, quasi tre ore, e si apprezza meglio se visto in una volta sola, non a spezzoni.
    .
    sicuri si diventa, ride quiet

  2. Ele di Siena
    2 maggio 2016

    Io su questo tema mi arrabbio ogni tre per due!!!
    Sul bus da Torino a Siena ho dovuto guardare male tre volte due signore che conversavano e starnazzavano a voce altissima…

    Nelle sedie di attesa di fronte al mio ufficio spesso attendono i genitori che portano i figli dal pediatra nonostante ci sia scritto che la sala di attesa per il pediatra è in fondo al corridoio (ci sono anche giochi per bambini di tutte le età…).

    Vedono che c’è un ufficio con me dentro che sto lavorando e urlano ugualmente…
    Io vado, chiudo la porta e li guardo malissimo…

    Ma, ripeto da sempre, rispetto è morto e civiltà sta male!!!

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