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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il rumore è troppo: guarda la videoinchiesta sullo stress da decibel

Fino ad alcuni mesi fa in auto ascoltavo sempre la radio oppure “la mia musica” e nei mesi estivi, talvolta evitavo l’uso del climatizzatore abbassando il finestrino.

Se non fosse che 7 mesi fa ho preso la Toyota Yaris ibrida che mi permette di viaggiare in silenzio per circa il 30% del tragitto e, in ogni caso, con una maggiore silenziosità complessiva (escluso sorpassi di potenza dove il termico entra in azione in maniera netta).

Quale conseguenza si è ridotto notevolmente l’uso della musica in auto, perchè preferisco ascoltare la marcia silenziosa in città, oppure il suono particolare della trazione elettrica che si alterna con quella tradizionale.

Aprire il finestrino durante la marcia, tanto più in città, mi provoca ben più di un fastidio. E quindi basta un’auto silenziosa, per farti capire quando rumore ci sia intorno a noi.

Dopo di che gli esempi si susseguono: cellulari che suonano ovunque, con suonerie rumorose ed insistenti alle quali molti neanche rispondono.

Clacson suonati continuamente, come se una strombazzata da 30 secondi aprisse magicamente gli ingorghi oppure utilizzati al posto del citofono, perchè si sa che uno che abita al terzo piano può immaginare che quei ripetuti colpi di clacson siano destinati a lui, solo a lui….

Autoradio che sparano musica a volume altissimo, al punto che con i finestrini di entrambe le auto chiusi, li senti a 20 metri di distanza (e non scherzo), e vien da chiedersi dove vada a finire la sicurezza stradale a quel punto.

Ed il rimbambimento di questi soggetti lo vedi chiaramente quando si ritrovano un’ambulanza a sirene spiegate alle spalle e non si spostano perchè, semplicemente, non la sentono…

Un paio di settimane fa siamo andati in centro, a Milano. Nella maggior parte dei negozi, c’era una musica ad un volume che non esito a definire assordante.

Era già fastidioso transitare sul marciapiede, figuriamoci ad entrare per un acquisto o, peggio ancora, lavorarci dentro per 8 ore al giorno.

In questi negozi come possono superare le rilevazioni fonometriche ovvero del rumore? Perchè la musica assordante è Rumore.

Ed infine è ormai abituale nei ristoranti essere assordati da persone che parlano sempre a voce troppo alta; a parte il fatto che al vicino di tavolo, ma anche a quello in fondo alla sala, non interessa niente dei fatti tuoi, in ogni caso questo frastuono impedisce a me di avere una conversazione con la Signora K, tanto è vero che spesso mangiamo in silenzio, scambiandoci solo qualche occhiata che vale più di mille parole.

Siamo in tanti ed a questo non possiamo porre rimedio, ma se ognuno di noi vivesse facendo meno rumore e rispettando maggiormente il prossimo, saremmo già a buon punto.

Ma non ho speranze in questo senso, visto che la filosofia di vita degli italioti è basata sul “che mi frega (degli altri)?”

Leggi anche: Inquinamento acustico, il 25% degli europei è esposto al traffico

Ci sono auto con il rumore finto, ma preferisco la silenziosità dell’ibrido ed ora…

L’impegno di Bolzano contro l’inquinamento acustico

TrenoVerde a Pescara: preoccupazione per inquinamento e rumore

un articolo che leggo su Altroconsumo

Sai quanto rumore sopportano le tue orecchie ogni giorno in città?

Nelle frenetiche e trafficate Roma e Milano, ma anche nella tranquilla Ferrara, il rumore in città ci perseguita quasi ovunque.

Lo rivela l’inchiesta di Altroconsumo, che ha misurato in decibel quello che sentono i cittadini nei tragitti quotidiani: da casa al lavoro, al mercato o al cinema, all’aperitivo o in ufficio si è esposti a un inquinamento acustico dannoso, spesso oltre i limiti di legge.

Anche quando si pensa di essere al riparo, in ambienti chiusi, in realtà l’inquinamento acustico può essere notevole: guarda il video.

Uno studente universitario, un lavoratore e una mamma: abbiamo percorso i tragitti tipici di tre cittadini con abitudini diverse, portando in spalla, dentro uno zaino, uno strumento professionale per misurare i decibel (un fonometro).

Una mamma, che in compagnia del proprio bambino si dirige a piedi verso il mercato, passeggia in una delle principali vie dello shopping, raggiunge un centro commerciale, si ferma al bar per bere un caffè al tavolo all’aperto, fa un salto in banca e poi torna a casa.

Uno studente, che prende più volte i mezzi pubblici per spostarsi in città, sosta a lungo nelle aule universitarie e la sera dopo l’aperitivo va al cinema a vedere un film.

Infine un lavoratore, che da casa va a piedi fino alla metropolitana, raggiunge l’ufficio e dopo una giornata di lavoro prende i mezzi per uscire a cena con gli amici.  Tre cittadini con stili di vita diversi, tutti esposti a un rumore diffuso.

Il rumore continuo con cui conviviamo in città è vissuto come qualcosa di ineluttabile, contro cui chi decide di vivere in un centro urbano non può fare nulla.

I cittadini molto spesso ne hanno una percezione ridotta, tanta è l’abitudine,  oppure anche quando considerano il rumore un disturbo tendono a sottovalutare il problema.

E invece l’esposizione al rumore diurno e soprattutto notturno ha importanti effetti sulla salute.

Da semplice fastidio che innervosisce, l’inquinamento acustico può provocare danni anche molto gravi, primo fra tutti un aumento della pressione sanguigna e quindi un rischio maggiore di malattie cardiovascolari.

Un commento su “Il rumore è troppo: guarda la videoinchiesta sullo stress da decibel

  1. Luisella B.
    15 ottobre 2015

    Lo dice proprio alla persona giusta. Dopo due esposti non ho ancora risolto nulla.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 15 ottobre 2015 da in Consumatori & Utenti con tag , , , , , , , , , , , .
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