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Alimenti pericolosi: criticità del sistema di richiamo italiano

Il Ministero della Salute è quello che è, tuttavia considerando che molti consumatori hanno le tessere fedeltà dei supermercati che, con un consenso quasi obbligato e spesso non consapevole, hanno i nostri dati e le nostre abitudini d’acquisto, mi chiedo perchè la GdO non offra anche degli allerta via Sms ai clienti registrati.

Non è la soluzione, ma è sempre meglio che farsi un giro giornaliero sui siti delle varie catene per vedere se c’è qualche richiamo, tanto più considerando che la maggior parte dei consumatori in questo caso è passivo.

In attesa, ovviamente, che il Ministero della Salute assolva ai suoi obblighi ovvero di tutelare la salute dei cittadini, anche informandoli in merito alle allerta alimentari.

D’altro canto la vicenda dell’epidemia di Epatite A causata dai frutti di bosco la dice lunga sulle capacità del Ministero della Salute…

lente alimenti

In Italia non esiste un sistema di allerta immediata da parte delle autorità, indirizzato alle persone interessate o alle associazioni degli allergici, come invece accade all’estero.

Il Fatto Alimentare ha chiesto al Ministero della salute se intende sviluppare strategie mirate a velocizzare la diffusione delle notizie di queste particolari allerta, trattandosi tra l’altro di un tema che trova spazio nella bozza delle procedure di richiamo diffusa dallo stesso Ministero nel mese di  giugno del 2015

Le persone allergiche rientrano tra le categorie più a rischio perché se assumono un prodotto contenente un allergene non dichiarato o frutto di una contaminazione, possono rischiare anche lo shock anafilattico.

In Italia sono ancora numerosi casi di anafilassi, in conseguenza della tardiva informazione giunta, oltre tutto, da canali non istituzionali.

lettura integrale qui: Alimenti pericolosi: criticità del sistema di richiamo italiano

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