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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Anche i nonni non capiscono ed i nipoti…

Questa notizia, segnalatami da un lettore del Blog, di fatto è la continuazione del post I genitori continuano a non capire ed i bambini continuano a morire.

Al di là della drammaticità della vicenda è necessario accantonare le emozioni per cercare di trarre un’insegnamento da quanto accaduto.

L’incidente, come spesso capita, era evitabile?

In realtà si, se il conducente non fosse stato ubriaco, ma aggiungo un’altra domanda: le gravi lesioni subite dal bimbo erano evitabili?

Probabilmente si, se il bimbo fosse stato messo sul seggiolino e non in braccio alla nonna.

E considerando che la nonna era seduta sul sedile posteriore, vien da pensare che non avesse neanche la cintura allaccciata, viste le abitudini dei passeggeri. > Uso delle cinture posteriori. Non la usi? Conosci i rischi?

Come ha aggiunto il lettore nella mail che mi ha inviato: “Insomma, una storia, due grandi vaffanculo, come le offerte speciali al supermercato.”

Un paio di giorni dopo l’uscita del post, mi ha scritto un’amica:

Oggi mentre tornavo dal lavoro, ho visto una macchina passare col rosso, guidata da un nonno, con nonna a fianco (neanche dietro! ) che teneva bimbo di circa 4 anni in braccio!!!

Scriveva tempo fa Maurizio Caprino:

E’ sbagliato pensare che in un incidente più normale basti un abbraccio per salvare un bambino: durante un urto frontale, il suo corpo vi sfuggirà dalle braccia alla stessa velocità alla quale stava viaggiando il veicolo.

La fisica dice che dovete moltiplicarla al quadrato e per il peso del corpo del bimbo. Il risultato è maledettamente fuori dalla portata di qualsiasi paio di braccia umane.

Piacerebbe dire che chi è scettico sulle leggi della fisica potrebbe convincersi a suon di multe, ma sarebbe una balla colossale: Quattroruote ha ripetuto il vecchio test di girare in città in auto con una giornalista che teneva in braccio un bambolotto come se fosse un neonato e nessun agente, tra Roma e Milano, ha avuto da ridire.

Un caso particolare?

Nient’affatto: la rivista osserva opportunamente che le polizie locali delle due principali città italiane viaggiano entrambe sui due milioni di multe all’anno, di cui però meno di 200 riguardano l’uso dei seggiolini. Come se fossimo in un paradiso di legalità.

E invece è perché gli agenti o non hanno voglia o perché hanno l’ordine di intervenire su altre infrazioni (più redditizie per il Comune?).

Integro con quanto letto tempo fa su SicurAuto, perchè poi, rimorsi e pianti a parte, c’è anche una netta responsabilità penale in caso di incidente:

Con la sentenza n. 49735 del 28 novembre 2014, la IV sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una madre che si era vista condannare per omicidio colposo in seguito alla morte del proprio figlioletto di 8 mesi, a causa di un incidente stradale.

L’incidente era stato causato dal padre del bimbo, che aveva perso il controllo del mezzo mentre guidava in stato di ebbrezza. Ma la madre, al momento dell’urto, lo stava tenendo in braccio, senza nemmeno indossare la cintura.

A nulla sono servite le “spiegazioni” della madre, che ha provato a giustificarsi nel ricorso, ritenendo di non potersi assumere la colpa dell’incidente e sostenendo di aver preso in braccio il piccolo perché piangeva un attimo prima dell’urto.

Se il bambino fosse stato posto nel seggiolino, l’incidente non avrebbe provocato la tragica conseguenza, quindi la difesa della madre non può essere accolta in nessun caso….

 

L’incidente è successo a mezzanotte, tra sabato e domenica, al chilometro 7 più 300 della tangenziale Nord, all’altezza di Collegno.

Dai primi accertamenti della polizia stradale, l’utilitaria è stata tamponata da un’Opel Astra station wagon: a bordo marito e moglie  di origine moldava e residenti a Santhià, in provincia di Vercelli.

I medici sono molto preoccupati per lo stato di salute del bambino, che nella notte è stato già sottoposto ad un primo intervento.

Nello schianto, infatti, ha riportato la frattura del bacino, un trauma cranico e al torace.

Anche il nonno e la nonna, che invece di legarlo sul seggiolino lo stava tenendo in braccio sul sedile posteriore della Panda, si trovano ricoverati al pronto soccorso del Cto.

Il trentunenne moldavo, alla guida della Opel, era in evidente stato di ubriachezza ma si è rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. L’uomo è stato quindi denunciato per lesioni colpose gravi e per il rifiuto ai controlli.

lettura integrale qui: Schianto in tangenziale, grave un bimbo di 7 mesi – La Stampa

 

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5 commenti su “Anche i nonni non capiscono ed i nipoti…

  1. IlPrincipeBrutto
    30 maggio 2016

    >> L’uomo è stato quindi denunciato per lesioni colpose gravi e per il rifiuto ai controlli.
    .
    Aspetta un momento…e la legge sull’omicidio stradale? Questo ha procurato lesioni gravi in stato di ubriachezza, non dovrebbe stare in galera?
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

  2. Poppea
    30 maggio 2016

    Sul seggiolino probabilmente avrebbe avuto più occasioni di salvarsi .

    Non ammetto che il moldavo si sia rifiutato di fare l’acoltest ma scherziamo?

    Ti rifiuti! Lo fai e basta perché così è previsto, bisogna uscire dalla comunità europea e mandare tutti questi a cagare

  3. Ram
    31 maggio 2016

    Conosco dei nonni che mettono il nipotino sul seggiolino senza allacciargli la cintura perché tanto la nonna sta seduta dietro e il tragitto per riportarlo a casa è breve…li reputavo dei nonni più affidabili.

    Già ho paura io quando prendo il taxi e devo tenere Alessio in braccio, figuriamoci a non allacciarlo sul seggiolino!

  4. Giuliana
    31 maggio 2016

    Non mi capita spesso di prendere un taxi, ma l’altro giorno a Milano di fronte all’idea di essere senza seggiolino… mi sono messa buona buona ad aspettare che tornasse il mio compagno con il seggiolino in auto…

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