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Nanomateriali: onnipresenti, invisibili e insidiosi

Per quanto riguarda le nanoparticelle negli alimenti, sul Blog ci sono diversi articoli di Gianna Ferretti, tratti da Trashfood, tuttavia se vuoi approfondire puoi partire dal post Mangiare l’alluminio fa male?

Cosmetici, prodotti alimentari, farmaci, tessuti repellenti alle macchie e tanto altro.

I nanomateriali sono contenuti in molti prodotti in commercio in svariati settori e l’associazione ambientalista francese “Agir pour l’environnement” ha trovato nanoparticelle non dichiarate in etichetta in 4 prodotti: una porzione di vitello William Blanquette Saurin, biscotti Napolitains LU, chewing-gums Malabar, ognuno dei quali contiene biossido di titanio, l’additivo colorante E171, così come il mix di spezie utilizzata dal supermercato Carrefour nel suo guacamole, una salsa messicana, che contiene biossido di silicio, l’agente antiagglomerante E551.

“I risultati delle nostre analisi dimostrano che la regolamentazione Ue ha fallito e che i consumatori non sono protetti” ha commentato Magali Ringoot coordinatore della campagna.

continua la lettura qui: Nanomateriali: onnipresenti, invisibili e insidiosi | Il Test

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