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10 giorni di sottocosto al super. Bello, ma chi lo paga il sottocosto?

In questi giorni Milano è tappezzata dai poster 6 x 3 metri di Esselunga che annunciano 10 giorni di vendita sottocosto.

Screenshot 2016-08-29 08.13.17

Promozione interessante, vista la situazione del c/c, aggravata dal fatto che a settembre riceverò il saldo dello stipendio di novembre 2015, però…

…però anche se di soldi che mi avanzino non ne ho, resta il piedi il discorso etico, per me importante, ed allora non farò la spesa approffittando del sottocosto che come ha ampiamente spiegato il Fatto Alimentare e confermato dall’Antitrust:  le offerte presenti ogni giorno sono tutte a carico del produttore.

(Leggi: Promozioni e sconti al supermercato? L’Antitrust rivela tutte le furberie.)

In concreto è come se io facessi uno sconto sul prezzo ai miei clienti e poi dicessi ai dipendenti che gli riduco lo stipendio oppure al fornitore che gli pago la fattura dei materiali in maniera ridotta, per compensare lo sconto.

Come spiegavano Dario Dongo & Arnaldo Santi in un altro articolo letto su Il Fatto Alimentare:

È prassi comune dei supermercati pretendere sconti retroattivi di fine periodo, indipendentemente dal raggiungimento di obiettivi di fatturato o di volumi di vendita.

Questo sconto, richiesto a fine anno dalla Catena/Centrale di acquisto, incide in misura anche significativa sulla redditività dell’impresa fornitrice.

Un esempio per tutti, nel mese di luglio 2009  il gruppo Carrefour Italia  “per affrontare la crisi dei consumi che sta colpendo molte famiglie italiane ha deciso di premiare la fedeltà dei propri clienti con sconti sulla spesa applicati a tutti i possessori di Carta Spesamica.

Il gruppo Carrefour, al fine di remunerare questa iniziativa promozionale decisa unilateralmente ha quindi richiesto un contributo straordinario – a tutti i fornitori delle merceologie fresche quali Ortofrutta, Carne, Pesce, Salumi e Formaggi, Gastronomia e Panetteria – ovvero uno sconto pari al 20% sul consegnato di una settimana.”

E quindi, essendo anch’io fornitore di aziende che usano la prevaricazione quale unica forma commerciale, spiacenti ma NON CI STO ed Esselunga (ma vale per tutte le catene della GdO) non mi vedrà…

(Leggi: Difficile lavorare se il cliente impone condizioni “a senso unico”)

Preferisco continuare a fare la spesa alla Unes dove non si fanno sconti e promozioni, non ci sono  offerte speciali, non si distribuiscono tessere fedeltà e non si organizza raccolte punti.

I prezzi sono quelli, punto e basta e, poco da fare, complessivamente risparmiamo, a parità di qualità che per quel che ci riguarda deve essere la migliore possibile, sempre facendo riferimento alle nostre capacità di spesa. Meglio mangiare un pò meno e mangiare meglio.

(Leggi: Ecco perchè i supermercati U2 sono convenienti)

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Un commento su “10 giorni di sottocosto al super. Bello, ma chi lo paga il sottocosto?

  1. Fabio
    31 agosto 2016

    Purtroppo è una pratica che va avanti da anni: sconti a fine anno e promozioni pagate dai fornitori.

    Da cosa deriva la certezza che Unes e U2 non si avvalgano di tali pratiche? Dalla semplice assenza di attività promozionale o da documentazione certa?

    Negli ultimi 10 anni di lettura sull’argomento, non ho mai letto dell’esclusione di una qualche catena…

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