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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’educazione emotiva

Come consolare un bambino triste per la morte del nonno? Come fargli superare la paura del buio, o come contenere le esplosioni di rabbia verso un nuovo fratellino?

Le emozioni sono un corredo fondamentale dell’essere umano, ma gestirle non è sempre facile.

Per saperlo fare da grandi bisogna impararlo da bambini. Pellai mostra in che modo i genitori possono diventare dei bravi “allenatori emotivi”: attraverso spiegazioni chiare e tanti esempi pratici l’autore esamina le fasi cruciali dello sviluppo e illustra passo dopo passo come trasmettere ai figli le qualità necessarie per crescere più forti e felici.

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Essere buoni educatori non significa saper fare cose speciali in modo speciale, ma essere capaci di ascoltare le emozioni nostre e dei nostri bambini.

Quando nostro figlio nasce, nasciamo anche noi come genitori, pieni di speranze, timori, aspettative. Il compito che ci attende ci fa sentire quasi sempre inadeguati.

Eppure, per “allenare” un bambino alla vita, non occorrono competenze speciali, basta la volontà di metterei in gioco: solo così possiamo sintonizzarci con lui e aiutarlo a crescere libero e felice.

Non esistono infatti ricette preconfezionate per gestire le emozioni fondamentali – rabbia e paura tristezza e disgusto, sorpresa e felicità – che alimentano la mente del bambino, talvolta innescando disagi e conflitti.

Ma alle sfide di ogni giorno possiamo rispondere accogliendo il suo stato emotivo, facendolo sentire compreso, offrendogli strumenti via via più complessi per interpretare quello che prova e attribuirgli un senso.

In queste pagine, Alberto Pellai ricco della sua esperienza di medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore universitario e soprattutto genitore di quattro figli – ci racconta in modo semplice e illuminante come funziona il cervello, ci aiuta a riconoscere le dinamiche psicologiche che regolano il rapporto con i figli e ci propone consigli concreti per esserne sempre i migliori alleati.

Perché se è vero che i bambini imparano quello che vivono, educarli significa aiutarli, con amore e creatività, a coltivare il desiderio di diventare ciò che sono, gettando, un solido ponte tra presente e futuro.

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