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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: 7-7-2007

di Antonio Manzini

Sellerio – Pagg. 320  – € 14,00 > lo vendo ad € 6,50 + s.s.

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Trama: Rocco Schiavone è alle strette. Incalzato dai superiori, dopo che l’amica Adele è stata uccisa a colpi di pistola nel suo appartamento, deve tornare indietro nel tempo e raccontare perché Enzo Baiocchi, l’assassino che ha erroneamente freddato la donna, ce l’abbia con lui.

Si aprono così le pagine più amare della vita di Rocco, che culminano nell’omicidio della moglie Marina, il 7 luglio 2007, davanti a una gelateria del quartiere Africano. Tutto era iniziato con un duplice delitto, due ragazzi di buona famiglia brutalmente trucidati.

Rocco, ancora in servizio nella sua amata città, comincia a indagare sul passato dei due compagni di liceo. C’è di mezzo un brutto giro: una banda italo-nigeriana di trafficanti, un bel quantitativo di polvere bianca.

Grazie all’aiuto degli amici di sempre, Seba, Furio e Brizio, Schiavone cerca di mettere insieme i frammenti di un puzzle complicato, mentre il rapporto con la moglie Marina va in pezzi.

La donna ha infatti scoperto quanto la professione di Rocco nasconda magagne e pastette, spesso in combutta con gli amici di Trastevere, e decide di lasciarlo.

Nel presente, Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele, è uccel di bosco e Rocco lo cerca a Roma insieme ai suoi compagni. Durante una delle spedizioni Furio e Brizio reclamano la verità su Baiocchi, e sul fratello Luigi.

E Rocco dovrà tornare ancora una volta al lontano 2007. E questa è la storia più terribile e spietata che abbia mai raccontato.

Letto da: Paolo

L’incipit

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Opinione personale: Ci sono due vie per leggere questo libro di Manzini ovvero puoi essere un lettore che conosce il vicequestore Schiavone dall’inizio oppure leggere  ques’ultimo libro per primo; il giudizio su 7-7-2007 non cambia: è ottimo, forse il migliore della serie.

Per quanto riguarda la storia in sè, che si svolge nel passato, con apertura e chiusura nel presente, nulla da dire, come sempre è credibile e ben scritta, con alcuni episodi umoristici, uno su tutti l’inizio e successivamente l’incontro con l’antiquario.

Se sei un affezionato lettore avrai delle risposte a domande che nel corso del tempo ti eri già posto, oltre che alcune conferme; se sei un nuovo lettore conoscerai in un sol colpo il presente ed il passato del personaggio.

Diverso può essere il giudizio su Schiavone che in sintesi è un ottimo investigatore, ma un pessimo poliziotto; se lo conosci dall’inizio per quello che è, non puoi ammirarlo, in quanto al netto di battute fulminanti oppure episodi divertenti, resta un poliziotto con amicizie fraterne con dei criminali, che arrotonda facendo la cresta su bottini o sequestri, fuma canne quotidiane (anche in ufficio) e quindi acquista droga, leggera quanto vuoi, da spacciatori ovvero da gente che agisce nell’illegalità e, non ultimo, corrompe agenti sottoposti, facendoli diventare i suoi preferiti rispetto ad altri che non partecipano ai suoi giochetti.

Poi c’è che ha conosciuto Rocco con questo libro, lo ha visto con i suoi amici criminali, lavorare oltre i confini della legge, ma a fin di bene, scopre di una vendetta personale, sacrosanta a livello umano, e soprattutto lo vede alle prese con la mancanza della moglie Marina, che si è presa una pausa di riflessione.

I suoi amici sono simpatici?

Si certo, sono amiconi, fra di loro, ma è gente che ruba, taglieggia, picchia ed uccide, se serve…

Schiavone è simpatico?

Si è un cazzaro, con atteggiamenti da guascone, ed anche battute fulminanti come solo un romano riesce a fare, ma resta corrotto e corruttore, manesco ed intimidatorio.

Il lettore che vede Schiavone come un simpaticone, al pari dei suoi amici (criminali), dovrebbe però farsi una domanda: perchè la moglie Marina si è allontanata da casa? Che cosa ha scoperto da turbarla così tanto?

Ha scoperto movimenti bancari non giustificati dagli stipendi e non solo. E la risposta alle sue domande ha scoperchiato un pentolone colmo di illegalità. Se tutto è giustificabile con un pò di simpatia, fatemi scendere, che questo non è il mio mondo.

dello stesso autore ho letto:

Pista nera 

La costola di Adamo

Non è stagione

Era di maggio

 

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