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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il segreto della libreria sempre aperta

di Robin Sloan

Corbaccio – Pagg. 306 – € 11,00 > lo vendo ad € 6,00 spedizione ordinaria inclusa

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Trama: La crisi ha centrifugato Clay Jannon fuori dalla sua vita di rampante web designer di San Francisco, e la sua innata curiosità, la sua abilità ad arrampicarsi come una scimmia su per le scale, nonché una fortuita coincidenza l’hanno fatto atterrare sulla soglia di una strana libreria, dove viene immediatamente assunto per il turno… di notte.

Ma dopo pochi giorni di lavoro, Clay si rende conto che la libreria è assai più bizzarra di quanto non gli fosse sembrato all’inizio.

I clienti sono pochi, ma tornano in continuazione e soprattutto non comprano mai nulla: si limitano a consultare e prendere in prestito antichi volumi collocati su scaffali quasi irraggiungibili. È evidente che il negozio è solo una copertura per qualche attività misteriosa…

Clay si butta a capofitto nell’analisi degli strani comportamenti degli avventori e coinvolge in questa ricerca tutti i suoi amici più o meno nerd, più o meno di successo, fra cui una bellissima ragazza, geniaccio di Google…

E quando alla fine si decide a confidarsi con il proprietario della libreria, il signor Penumbra, scoprirà che il mistero va ben oltre i confini angusti del negozio in cui lavora…

Fra codici misteriosi, società segrete, pergamene antiche e motori di ricerca, Robin Sloan ha cesellato un romanzo d’amore e d’avventura sui libri che lancia una sfida alla nostra curiosità, al nostro desiderio di un’esperienza nuova ed elettrizzante. Un viaggio in quell’universo magico che è una libreria.

Letto da: Paolo

Opinione personale: La trama mi intrigava, tuttavia dopo una buona partenza nelle prime pagine, mano  a mano che la lettura proseguiva subentrava la noia ovvero il desiderio che il libro finisse velocemente, a costo di saltare alcune pagine che intuivo ancor meno interessanti.

Ho raccontato questa sensazione ad una delle Tre Confuse e la risposta di Serena è stata: anche questa volta siamo d’accordo.

Temevo infatti che l’impostazione del libro, che miscela ingredienti classici come un libro indecifrabile ed una setta di misteriosi personaggi, ad un ambiente ipertecnologico come Google, la sua onniscenza (presunta) e via dicendo, potesse essere un limite per me, visto il mio approccio razionale, ma in realtà pur senza esagerare sono in grado di apprezzare storie diverse dal solito.

In ogni caso trovo che l’idea alla base sia buona, ma forse sarebbe stato meglio un racconto lungo oppure un romanzo breve, se mi capite.

Sicuramente a qualcuno piacerà, ma a quelli che si ritrovano nelle mie Opinioni non mi sento di consigliarlo.

Al solito i pareri che si trovano in quarta di copertina non sono molto attendibili:  Una detective story da divorare senza interruzioni. (Marie Claire)

Dopo di che, sicuramente la storia è originale e miscela realtà e magia, come scrive The Economist, però ho qualche dubbio sul fatto che mantenga un equilibrio perfetto fra realtà e magia.

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