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Il libro di Martina: Il cavaliere d’inverno

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

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Prima regola per realizzare un buon racconto: mai, mai iniziare il primo capitolo con il/la protagonista che si sveglia ed inizia la sua giornata. È l’idea più banale e riciclata del mondo.

Ma nonostante “Il cavaliere d’inverno” inizi proprio nel modo più banale possibile, alla fine, tirando le somme di queste circa settecento pagine, il libro mi è piaciuto.

Ottima l’ambientazione sia spaziale che storica. Leningrado è una città magnifica, straripante di fascino, storia e mistero, senza ombra di dubbio ed è descritta nel migliore dei modi. Anche la ricostruzione delle sue atmosfere del lontano 1942 è stata veramente ben fatta.

Lo stesso vale per la ricostruzione degli avvenimenti storici che ben si rispecchia con la realtà dei fatti e per la cultura russa, il comunismo, riportati fedelmente all’interno del romanzo e parte integrante del carattere dei personaggi.

La parte che ho amato di più è stata la seconda, quando si narravano le disperate condizioni in cui Tatiana e la sua famiglia vivevano durante l’inverno russo in cui i tedeschi hanno assalito la città.

La fame, l’orrore, la morte, la disperazione, la violenza, ma anche l’inerzia scaturita da una speranza ormai estinta, da un preferire la fine piuttosto che una vana resistenza. La narrazione in questa parte è stata davvero di grande impatto.

La parte che ho amato di meno, purtroppo, sono state le duecento pagine successive. Ovvero un susseguirsi inutile, banale ed eccessivamente prolisso di scene erotiche tra Alexander e Tatiana. Inutili ai fini della narrazione e dopo un po’ anche noiose.

Nel senso: va bene inserire una scena di quel genere tra di loro, due, se proprio volete, ma duecento pagine… DUECENTO pagine sono davvero troppo.

L’altra cosa che non mi ha convinta del tutto è Alexander stesso, non mi ha conquistata del tutto. Non so se per via dell’epoca in cui è ambientato il romanzo, l’autrice l’abbia appositamente reso una persona molto maschilista, possessiva ed un po’ violenta.

Perchè poi accontentarsi di Tatiana quando può stare anche con Dasha? Che bello tenere il piede in due scarpe!

No. Se davvero, all’inizio, prima che le cose precipitassero per colpa della guerra, Alexander era davvero attratto da Tatiana, avrebbe dovuto troncare fin da subito con Dasha.

Mi è piaciuta invece di più l’evoluzione del personaggio di Tatiana che da bambina ingenua e sognatrice si trasforma pian piano in una donna.

All’inizio non la potevo sopportare, lo confesso; lei deve andare a prendere rifornimenti per via della guerra ed invece va a prendersi un gelato. Deve dire ai suoi di fare scorte di pane, cibo in scatola e quant’altro, e si dimentica di farlo nonostante le pressioni di Alexander.

Non mi convinceva, ma, probabilmente, era solo per mettere in luce il suo carattere ancora molto infantile, ben diverso dalla Tatiana di cui leggiamo poi dalla terza parte del libro in poi.

L’altra cosa che ho sia apprezzato che odiato è il finale.

Mi spiego meglio: se il libro fosse terminato in quel modo (ed apparentemente sembrerebbe così, tutte le situazioni si sono risolte e quella che leggiamo sembra una degna e significativa conclusione delle vicende di Tatiana e Alexander) lo avrei adorato follemente, non scherzo.

Purtroppo le avventure del “Cavaliere d’inverno” hanno ben due seguiti ed il che mi ha fatto storcere un po’ il naso.

Per me la storia è finita, conclusa, mi ha appassionata, mi ha fatto sognare, immergere completamente nelle atmosfere che si respiravano durante la seconda guerra mondiale sul fronte russo e non riesco a capacitarmi di come possa proseguire ancora se non qualche escamotage campato per aria solo per continuare la storia.

Quindi per me “Il cavaliere d’inverno” termina qui.

Una lettura lunga, a tratti cruda, a tratti dolce, dove passeggerete per il giardino d’Estate, davanti alla statua di Pietro il grande o nei pressi del palazzo d’Inverno.

Sì, tutto sommato, è un libro che mi è piaciuto e di cui consiglierei la lettura.

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