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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Quando finiscono le ombre

di Cristina Rava

Garzanti – Pagg. 240 – € 16,90 > lo vendo ad € 8,00 + s.s.

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Trama:

Nell’affrontare l’autopsia dell’anziano Spartaco Guidi, ritrovato cadavere in aperta campagna, Ardelia Spinola sa che il suo compito è solo quello di decretare l’ora della morte e le sue cause, eppure non è facile zittire l’anima investigatrice che c’è in lei.

In realtà avrebbe ben altro cui pensare: Arturo, l’affascinante apicultore (e amante dei gatti come lei) che da pochi mesi è nella sua vita, sembra nascondere qualcosa che le sfugge. Qualcosa che le fa temere di perderlo. Ma quando la casa di Spartaco Guidi viene messa sottosopra, tutta la sua attenzione torna sul caso.

Scopre che l’uomo era tornato da poco ad Albenga, il suo paese d’origine, dopo anni passati in un ospedale psichiatrico per aver ucciso da giovane un amico.

L’intuito di Ardelia non sbaglia mai e stavolta le dice che il passato della vittima è più intricato di quanto possa sembrare…

Letto da: Famiglia K

Opinione personale: Questo libro in realtà lo ha acquistato Rok su mia segnalazione ed ancor prima di finirlo mi ha detto di cercare i precedenti libri della serie con la dottoressa Spinola ed infatti l’elenco dei titoli nella Lista dei desideri si è allungata ulteriormente ed abbiamo nuovamente sforato i 50 titoli.

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Torniamo al libro. Mi è piaciuto, un personaggio credibile nella sua normalità, una persona che vive appieno la sua vita, sia privata sia professionale.

Come succede in pratica a tutte le patologhe create da vari autori, anche alla Spinola scatta quella molla che le impone di indagare, andando oltre alla sua area di competenza, solo che ha le giuste intuizioni e complessivamente resta credibile anche in questi panni.

Collabora (abbastanza) con il maggiore dei carabinieri, chiede consigli all’amico Gabriel, ha rapporti amichevoli con colleghi e magistrati. Insomma, non è necessario avere una vita solitaria e senza affetti, per rientrare nei panni di una patologa-investigatrice.

Chi mi legge spesso sa che sono veramente stanco dei personaggi negativi, anche se questa negatività si concretizza nella caccia al cattivo di turno.

E Spinola, al pari della commissaria di Cocco & Mangella, come l’ispettore Stucky o il commissario Bertè, giusto per citarne alcuni, riesce a vivere la sua vita, conciliandola con quella professionale.

Mi è piaciuto, lo consiglio e comincia la caccia ai titoli pubblicati in precedenza.

L’epilogo del libro riserva una sorpresa a Spinola e getta le basi per un nuovo libro, con conseguente approfondimento del personaggio…

 

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