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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Strane lealtà

di William McIlvanney

Feltrinelli – Pagg. 330 – € 17,00 > lo vendo ad € 8,50 + spese spedizione

Trama: La vita è una roulette russa e a volte fa davvero schifo. Lo sa bene Jack Laidlaw, detective della polizia di Glasgow. Nella sua carriera ne ha viste tante, ma nessuno è mai pronto quando la cattiva sorte gli si accanisce contro.

Proprio mentre il lavoro vacilla, il matrimonio è ormai finito e lui ha più che mai paura di affondare, un uomo muore. Una morte immeritata, ingiusta e senza senso come tante altre, ma stavolta ancora più difficile da accettare.

Perché Laidlaw conosce bene l’uomo in questione: è Scott, suo fratello. La morte viene classificata dalla polizia come un incidente: Scott è stato investito da un’auto in maniera apparentemente fortuita, ma Laidlaw ritiene che il suo precario stato mentale – di recente aveva avuto problemi di alcol ed era molto tormentato – possa aver giocato un ruolo rilevante.

Si immerge così nella vita del fratello, lungo una scia di indizi che lo rimandano continuamente a un misterioso “uomo in giacca verde” e a vecchi episodi di violenza. Ben presto il viaggio si trasforma in un tuffo senza paracadute dentro il passato, dove Laidlaw scoprirà sconvolgenti verità anche su di sé.

Nota sull’autore: Considerato da “The Telegraph” uno dei cinquanta scrittori di gialli da leggere prima di morire, insieme ad Arthur Conan Doyle, Edgar Allan Poe, Raymond Chandler e James Ellroy, William McIlvanney si addentra tra le nebbie dell’anima umana con una scrittura affilata come un rasoio, mettendo in scena un dramma duro e romantico al tempo stesso, una pietra miliare della letteratura gialla.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo è l’ultimo capitolo della trilogia dedicata all’ispettore Laidlaw, ragion per suggerisco di partire dal primo libro della trilogia: Il caso Tony Weitch

Vale quanto già detto in occasione dell’opinione sul primo libro ovvero è necessario prendere le misure sia allo stile dello scrittore sia al personaggio; se riesci a concludere la lettura del primo libro con soddisfazione, poi la strada è in discesa.

Nello specifico, tieni presente che questo non è un giallo, sebbene Laidlaw, in pausa dopo la morte del fratello Scott, si ritrova ad iniziare un’indagine personale per chiarire al meglio alcuni aspetti forse collegati alla morte del fratello.

Scavando nel passato del fratello, Laidlaw capirà alcune cose di sè, e non tutte sono piacevoli, ma d’altro canto anche Laidlaw non è una persona piacevole sulla distanza.

Francamente non capisco certi suoi comportamenti, per cui pur apprezzando il senso della giustizia che lo muove in ambito professionale, diventa difficile capirlo in ambito privato. E leggere la trilogia dall’inizio aiuterà anche il lettore.

E’ una lettura consigliata agli amanti dei gialli scozzesi e/o irlandesi, abituati alla durezza ed alla scontrosità dei personaggi che peraltro ben si abbana allo spessore caratteriale degli stessi.

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