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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Cobra

di Deon Meyer

Edizioni e/o – Pagg.  – € 16,00 > lo vendo ad € 8,00 + spese spedizione

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Trama: Cobra si apre in una lussuosa residenza nella regione dei vigneti vicino a Città del Capo. Un cittadino britannico, Paul Morris, è sparito e i cadaveri delle due guardie del corpo sono a terra in un bagno di sangue.

Benny Griessel, l’ispettore protagonista di molte storie di Deon Meyer, indaga a partire da un unico labile indizio: i bossoli ritrovati portano incisa la testa di un cobra.

Intanto a Città del Capo un giovane borseggiatore, che usa il suo “talento” per pagare gli studi alla sorella, viene arrestato subito dopo aver derubato una bella turista. Mentre i vigilantes del centro commerciale lo interrogano, un killer entra nella stanza dove lo trattengono e li uccide.

Il ragazzo approfitta della confusione per fuggire lasciando a terra il cellulare che viene ritrovato dalla polizia assieme ad altri bossoli con il cobra inciso.

Inizia una tripla corsa mortale: quella del Cobra e dei suoi complici per portare a termine la loro misteriosa missione, quella del ragazzo per sfuggire ai killer che inspiegabilmente lo braccano, quella di Benny Griessel e la sua squadra di Falchi per arrivare in tempo al ragazzo e per scoprire cosa c’è dietro la sparizione del cittadino britannico che si rivela sempre più come un grosso complotto internazionale con in ballo segreti finanziari e politici.

Letto da: Paolo

Opinione personale: E’ il terzo libro di Meyer con Bernie Gressel come personaggio e complessivamente l’ho trovato buono, seppur inferiore a Safari di Sangue.

La trama regge, anche se ho delle perplessità sulle dinamiche dei Cobra che sembrano fare di tutto per attirare l’attenzione della polizia ovvero una squadra di assassini professionisti forse poteva gestire meglio il tutto; troppo sanguinari inizialmente e persino dei fessi sul finale.

Anche in questo libro sono presenti molti termini in afrikaneer, tuttavia diversamente da quanto fatto in Safari di sangue, dove la traduzione era a piè pagina, in questo caso le traduzioni sono state riassunte al termine del libro, cosa questa che costringe il lettore ad interrompere la lettura per andarsi a cercare il significato del termine, in modo da poter capire appieno il senso della frase.

In ogni caso trovo che si sia abusato dei termini originali, molti dei quali difficili da memorizzare, il che sulla lunga stanca.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 12 giugno 2017 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni, Libri usati (poco) in vendita con tag , , , , , , .
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