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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il libro di Martina: Lieve come un respiro

a cura di Martina Villa, curatrice della Pagina FB Quando nevica scarlatto

Ultima recensione prima della pausa estiva! Le recensioni riprenderanno regolarmente da fine settembre,ogni due settimane, come sempre 🙂

È stato, e sempre sarà, il mio ‘guilty pleasure’.

Sì, ho detto che i libri precedenti sono banali e scritti male. Sono “trash” e per questo sono divertenti. E non lo nego.

Questo era un po’ meno divertente degli altri, ma la storia mi aveva davvero davvero appassionata. E ci ero pure rimasta male quando Bambi era stata portata via da quella setta che non mi ricordo cosa fosse.

Per il resto… si, finale scontato. Lei si mette con Roth, come si aspettavano tutti. Zayne è stato solo un bel passatempo per aumentare il numero di pagine del secondo volume della serie, capitolo conclusivo zuccheroso e nulla di che.

Salvano l’anima di Sam.
Sconfiggono il Lilin.
Layla incontra Lilith.
C’è un’apparizione (cameo?) del Boss.
Vari richiami alla battutina sulla Porche di Roth (vedi recensione di “Caldo come il fuoco”).

Lei è mortale, ma Roth no e poi -ah! Magia!- è immortale anche lei perché è sia demone che guardiano.
Per non lasciare da solo Zayne lo fanno uscire con l’amica maniaca di Layla, Stacey.

E vissero tutti felici e contenti.

Parte romance banalissima, come ho già detto; se c’è un triangolo, il senso del triangolo stesso è che fino alla fine non si saprà quale tra i due partiti diventerà il BF forevah-e-x-la-vitah della protagonista.

Sta in questo il “bello” della lettura di questo tipo di (coff coff!) romanzi, questo l’elemento che crea suspance. Qui da… più o meno pagina cinque di “Caldo come il fuoco” si capisce che Roth non può competere con Zayne. Quindi anche per questo, pure come trilogia romance, “The dark elements” risulta meno che discreta.

Ma l’ho rivalutato rispetto ai precedenti perché sembrava un libro un po’ più “serio”. Nulla di eclatante, ma con una trama ed una struttura almeno accettabili. Meno battutine e meno paragoni a caso.

È comunque un miglioramento seppur minimo e l’ho apprezzato, anche se è ben lontano dalla mia definizione di “buon libro”. E possiede sempre il pregio che comunque, per la scrittura semplice e davvero scorrevole, lo si legge in brevissimo tempo.

Devo confessare che quest’ultimo libro della saga “The dark elements” mi ha piacevolmente sorpresa, anche perché, in fondo in fondo, un pochino a Layla, Bambi e Roth mi ci ero affezionata, dai.

 

 

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