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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La regina delle regole

di Maddalena Russo

Eclissi – Pagg. 300  – € 12,00

Trama: Per la sua terza indagine, il Trio di Viale Certosa si confronta con quello che è il sogno di ogni detective dilettante: un delitto della camera chiusa.

Stefano, uno dei tre amici e compagni delle indagini di Viale Certosa, riceve una richiesta di aiuto dall’avvocato Agata Regina, la quale non ha dubbi: uno dei suoi clienti sta per commettere un omicidio, bisogna affrettarsi a prevenire la tragedia.

Stefano coinvolge l’amica Caterina e insieme accettano il loro primo incarico semi-ufficiale.

Purtroppo si troveranno a investigare senza poter contare sul terzo membro del Trio, Alberto, misteriosamente scomparso nel nulla.

Mentre arrancano tra aule di tribunale, dirigenti vendicativi e nuovi enigmi condominiali, un assassino rimasto impunito li spia da molto, molto vicino…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo libro in realtà l’ho regalato tempo fa a mia mamma, appassionata di gialli come noi, tanto più se si svolgono a Milano; successivamente Rok lo ha preso in prestito per colmare un vuoto temporaneo nelle scorte di libri ed infine l’ho letto anch’io, già che c’ero.

Nota a margine rivolta all’Editore, al quale peraltro ho fatto una segnalazione via mail: nella prima metà del libro ci sono una decina di refusi.

A me non è piaciuto, per carità si legge, non annoia, ma la storia non mi ha convinto molto e neanche l’abilità investigativa del Trio che in pratica accusa uno dopo l’altro ogni personaggio sino ad arrivare per esclusione a quello che io avevo già ipotizzato e che, in ogni caso, ha in pratica confessato di sua iniziativa.

Tra l’altro nel libro si fanno continui rimandi ad un’indagine precedente che però non viene mai spiegata, anche se c’è stata  l’occasione per farlo, in maniera sintetica, giusto per capire, tanto più considerando che ad un certo punto la vecchia indagine rientra in campo, in maniera che mi ha convinto poco ed infine si risolve persino, anche stavolta in maniera forzata e con la confessione spontanea dell’assassino. Comodo…

Ho trovato fastidioso il fatto che i nomi del Trio, siano continuamente abbreviati e nei dialoghi è un continuo di Cate (Caterina), Albi (Alberto), Ste (Stefano) sino ad arrivare anche a Michi (Michele); giusto Agata non hanno abbreviato, perchè un Aga sarebbe stato veramente troppo.

Ora molti di noi hanno soprannomi o diminutivi, però ogni tanto ci chiamiamo utilizzando il nome per intero.

Nel libro i personaggi vengono continuamente definiti come il ragazzo, la ragazza… tuttavia visto che è stata citata la fine dell’Expo a Milano, quindi perlomeno la storia si svolge nel 2015 e che Caterina dice che nel 1987 andava alle elementari, va da sè che per bene che vada è nata nel 1981 e che quindi nel 2015 abbia 34 anni e gli altri siano coetanei se non di qualche anno in più.

Tralasciando il fatto che ci si possa sentire dei ragazzi anche a 50 anni, credo che dei 35enni ed oltre possano essere definiti uomo o donna senza problemi; vero è che visti certi atteggiamenti capricciosi che di Alberto, sembra di avere a che fare con degli adolescenti.

Chi si ritrova nelle mie Opinioni avrà capito di poter evitare questa lettura, agli altri dico solo che nella mia classifica il Medio sarebbe stiracchiato.

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 18 aprile 2018 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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