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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: I figli di Odino

Prezzo di copertina: € 16,00 > lo vendo ad € 6,50 + spese spedizione

Trama: Berlino, gennaio 1945. Anche i nazisti sanno che la guerra non può essere vinta. In molti cercano di fuggire, con tutti i mezzi possibili. E’ il caso di Erich Hauser, un medico che ha lavorato nei campi di concentramento.

Quando viene ritrovato decapitato dentro la sua macchina, i sospetti cadono sulla moglie, Hilde, che lo aveva lasciato dopo aver scoperto le sue attività.

Giudicata da un tribunale delle SS, rischia la pena di morte e cerca aiuto presso il suo amico Richard Oppenheimer, ex commissario che ormai vive in clandestinità perché ebreo.

Per salvare l’amica, Oppenheimer si metterà sulle tracce del vero colpevole: unico indizio, una spilla con dei simboli runici.

Le sue ricerche lo portano vicino al cuore morente del Reich e a un misterioso culto germanico che ha un solo obiettivo: assicurare la supremazia alla razza ariana…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Dello stesso autore ho letto la prima indagine dell’ex commissario Oppenheimer, Berlino 1944, ed anche in questo caso la lettura è sconsigliata ai più sensibili, (tipo Rok 😉 ) dato che la Berlino di inizio ’45 è ormai zona di guerra, con americani e russi alle porte, e bombardamenti devastanti quotidiani, ma soprattutto con gli ultimi sussulti di un regime brutale e totalitario che fino alla fine utilizza la violenza mascherandola con una patina di legalità che porta a processi farsa e condanne a morte, senza il minimo fondamento.

Basta che la vicina di casa dichiari che hai parlato male di Hitler ed eccoti sulla strada della ghigliottina. Questo se sei tedesco ed “ariano”, figuratevi se addirittura sei ebreo e devi vivere in clandestinità, sotto falso nome e con il rischio continuo di essere scoperto.

Degno di nota vedere la contrapposizione fra i nazisti duri & puri che ancora parlano di vittoria finale e quelli che cercano la benevolenza di qualche ebreo per avere una patina di antinazismo da sbandierare da lì a qualche settimana.

Miserie umane di persone avide, violente e meschine che non vogliono pagare il conto dei loro misfatti; a momenti sono da ammirare le SS che si fanno ammazzare piuttosto che cedere.

La storia in sè potrebbe sembrare poco credibile a chi non conosce la storia (del nazismo), ma è sufficiente leggere la nota dell’Autore al termine del libro per rendersi conto della realtà dei fatti.

Molti tasselli alla fine trovano il loro posto, ma il finale lascia lo spazio per il terzo libro che in effetti ho già messo in lista; per quanto mi riguarda anche in questo caso assegno un Ottimo nella mia classifica personale, perchè al di là della storia in sè, l’Autore è riuscito a tramettere al meglio la quotidianità di una vita che molti di noi non hanno vissuto.

Esco dalla recensione, ma resto in tema.

I bombardamenti sono una costante in questo libro e mi hanno fatto tornare alla mente i racconti dei miei genitori che, da bambini, la guerra l’hanno vissuta e così mio padre ricorda il caccia americano che ha mitragliato (mancandoli) lui e mio nonno … e mia mamma che è rimasta sepolta sotto ad un rifugio antiaereo.

A proposito di ricordi, ecco la Seconda Guerra Mondiale nelle parole di tre sopravvissuti: * Piero Brini * Fosco Falcini * Livio Nuti

Progetto e interviste a cura di Saverio Tommasi.

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