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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

E certi la chiamano “arte” culinaria…

Ieri dicevo agli Amici che capisco che non si possano modificare le cose da un giorno all’altro, che ci saranno contratti di fornitura in corso, però i 6 anni citati nella notizia che segue mi sembrano troppi.

“Autogrill chiude con le gabbie. L’azienda italiana, leader della ristorazione veloce, ha pubblicato il suo impegno a non utilizzare più uova e ovoprodotti da galline in gabbia in tutta Europa entro il 2025. “

Agganciandosi al discorso sulle galline in gabbia, mi ha scritto poi l’Amico Miro:

Per restare in tema, l’altro giorno in una serie TV ho visto tre commensali che, in un rituale perlomeno bislacco gustavano un “piatto” francese a base di un malcapitato uccellino detto Ortolano.

Fonte: cognacecotognata.wordpress.com

Ignoravo questa pratica e la cosa mi ha fatto abbastanza schifo, ma me ne ha fatto molto di più scoprire che quanto raccontato nella serie fosse vero: sono vere le torture inferte all’incolpevole passerotto quanto le animalesche modalità di somministrazione ai commensali.

Se ancora avete dubbi sulla “raffinatezza” delle abitudini alimentari dei nostri cugini d’oltralpe potete farvene un’idea QUI. 

Considerate inoltre che tale pratica ancorché vietata, è tuttora considerata come una delle massime vette dell’arte culinaria francese.

Nota bene: la parola “arte” è usata con intento ironico … a scanso di equivoci.  

 

 

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