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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il “minimo fatturabile” ha rotto le scatole…

Dei problemi con il minimo fatturabile ho già parlato altre volte, ma oggi mi sono scontrato con un’altra distorsione commerciale.

Apro una parentesi.

La nostra filosofia aziendale non prevede un “minimo fornibile o fatturabile”; la maggior parte dei nostri articoli viene prodotta su ordinazione per cui la regola è semplice: meno compri e più paghi, perchè va da sè che i costi di attrezzamento e quelli fissi, incidono pesantemente sul prezzo finale.

Detto questo, se vuoi 10 pezzi, piuttosto che 100 o 1000, io te li faccio.

Torniamo a noi. Ricevo la fattura relativa allo smaltimento dell’olio esausto e più esattamente di 1 fusto con 137 kg. di olio, smaltito gratuitamente + kg. 18 di un altro rifiuto.

Sulla fattura noto che, dato che il minimo fatturabile è di 40 € e che il costo dello smaltimento dei 18 kg. è pari ad € 12, hanno applicato la differenza di € 28 per arrivare alla soglia del minimo.

Mi può anche andare bene. Fatturare 28 € in più oppure modificare il costo al kg. per arrivare a 40 €, non fa differenza.

Però, il costo del ritiro a domicilio è stato fatturato ad € 150 che, aggiunto ai 12 € dello smaltimento, fa 162 €, per cui il minimo fatturabile di 40 € mi pare sia stato abbondantemente superato, e quindi mi sento un po’ preso in giro.

Purtroppo si tratta di una situazione nella quale non ho possibilità di questionare, dato che in pratica mi hanno fatto il favore di ritirare in tempi brevi dei rifiuti speciali che sono obbligato a smaltire in tempi prefissati.

Come spiegavo nel post Se le leggi le fanno gli ignoranti…: il problema che abbiamo noi sudditi è quello con le leggi fatte da ignoranti. Ove per ignoranti intendo persone che ignorano le dinamiche che con le loro leggi vanno a regolamentare.

Se potessi smaltire una volta raggiunto un tot di kg, e non “da calendario”, potrei ammortizzare meglio le spese fisse di smaltimento.

E quindi è idiota (oltre che dispendioso) costringermi a smaltire gli olii esausti 1 volta all’anno, a prescindere dal quantitativo accumulato.

Ma allo Stato che gli frega?

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 18 gennaio 2019 da in Il mondo del lavoro, Pensieri, parole, idee ed opinioni con tag , , , , , .
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