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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La ragazza della nave

Arnaldur Indridason

Tea – Pagg. 331 – € 10,00 > lo vendo ad € 4,00 + spese spedizione

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Trama:

Nel 1940, quando la guerra ha ormai coinvolto anche la Scandinavia, l’Islanda richiama in patria i suoi cittadini che si trovano all’estero. Dal porto di Petsamo, in Finlandia, si imbarcheranno sull’Esja per una traversata che li riporterà a casa, al sicuro.

Tra la folla in partenza, una giovane infermiera attende invano l’arrivo del suo fidanzato da Copenaghen, e teme che possa essere finito nelle mani dei nazisti. La nave salpa senza di lui, e la ragazza durante quel viaggio angosciante, costellato di strani incontri ed eventi drammatici, dovrà scoprire il motivo della sua sparizione.

Tre anni dopo, mentre Reykjavík è occupata dalle truppe americane e la convivenza tra i soldati e la popolazione crea non poche tensioni, l’investigatore locale Flóvent, affiancato dal giovane canadese Thorson che ha in qualche modo il compito di sorvegliarlo, deve risolvere un caso di aggressione: un giovane in uniforme viene ritrovato ucciso sul retro di una bettola frequentata dai soldati, ma nessuno degli americani sembra mancare all’appello.

Negli stessi giorni, il cadavere di un uomo annegato in mare viene riportato a riva dalle correnti. Una volta identificato, i due poliziotti cercano di ricostruire le vere cause della sua morte, riconducibili forse proprio al periodo della storica traversata dell’Esja.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Questo autore in genere lo compra Rok che però preferisce storie ambientate in tempi moderni e quindi questa vicenda, che si svolge tra il 1940 ed il 1943 non era nelle sue corde, ma nelle mie sicuramente si.

Il libro mi è piaciuto, sia come stile di scrittura sia per la trama, anche se la continua alternanza, capitolo dopo capitolo, tra il 1940 ed il 1943, sulla lunga mi ha stufato.

La trama resta fumosa per diventare poi intuibile anche se fino alla fine dei giochi non si capisce se le due morti sono collegate o meno.

Amo la chiarezza, per cui avrei preferito un epilogo che mostrasse chiaramente come va a finire con “la ragazza della nave”.

Da parte mia lo consiglio e nella mia classiofica personale gli assegno un Buono.

 

 

 

 

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