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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

La Toyota spinge l’ibrido, ironizzando sull’elettrico, ma sbaglia…

Leggo su Vaielettrico.it che:

La Norwegian Consumer Authority ha condannato la Toyota per pubblicità ingannevole, imponendole di rimuoverla.

La decisione è relativa a una campagna in cui si definiva “self-charging”, in grado di auto-ricaricarsi. Dando l’impressione, fuorviante, che le auto non abbiano più bisogno di carburante.

L’autorità norvegese ha deciso che questa pubblicità potrebbe trarre in errore i consumatori. 

Questa notizia si integra al meglio con un vecchio articolo di Vaielettrico che raccontava come, Toyota facesse una pubblicità denigratoria verso l’elettrico, al fine di promuovere l’ibrido.

Io sono sulla stessa linea di pensiero di Andrea Pagani:

… ma purtroppo la gente dovrebbe essere in grado di assimilare informazioni, capirle e nel caso verificarle, cosa che purtroppo accade sempre meno.

Resta il fatto che confondere le acque come fa Toyota non fa bene neanche all’ibrido, visto che i meno informati pensano all’elettrico come funzionamento predominante dell’auto, poi scoprono che non è proprio così, si lamentano sui social e così facendo sporcano l’immagine di Toyota.

Io sono per la chiarezza e la trasparenza in ogni ambito, ma so di essere una mosca bianca.

Come dicevo in un altro post, ritengo che l’ibrido non sia la soluzione, ma una fase transitoria in attesa di poter migrare in massa verso l’elettrico ed in ogni caso ridurre le emissioni inquinanti (che la CO2 non è tutto…) è già qualcosa.

E ritengo che l’ibrido sia una buona palestra per migrare poi verso l’elettrico, in quanto si impara a gestire la decelerazione e la frenata rigenerativa e di conseguenza a sfruttare al meglio la batteria.

Per l’auto che prima o poi sostituirà la Toyota Yaris ibrida, molto dipenderà dalla disponibilità economica futura tuttavia dopo cinque anni ibridi ribadisco quanto detto in passato: Indietro non si torna e potendo si va avanti, e quindi verso un’elettrica.

A suo tempo avevo commentato l’articolo di Vaielettrico perchè pur essendo un fan dell’ibrido e di Toyota, credo di avere abbastanza onestà intelettuale da poter analizzare i fatti senza condizionamenti.

Ho ripensato a questo articolo in questi giorni e credo che la chiave di lettura forse sia diversa ovvero mi sembra una comunicazione pubblicitaria “semplice” destinata a quella fetta di automobilisti semplici, se mi si passa il termine.

L’automobilista più evoluto e/o informato, che punta alla Prius plug-in che comunque sia toglie l’ansia da ricarica, ritengo che questa pubblicità neanche “la veda” e passi oltre. Stessa cosa per gli “elettrici” abituati a ben altre ironie e pregiudizi.

Piuttosto, e parlo da possessore di un’ibrida Toyota, mi sembra un autogol verso le ibride, perchè crea false aspettative negli automobilisti, facendogli credere in pratica che l’ibrida sia un elettrica con “anche” un motore termico e non viceversa.

Ed infatti quando era arrivata la Yaris molti amici e parenti erano venuti a fare un giro e taluni l’hanno anche provata; quelli più sensibili al tema facevano domande pratiche, gli altri invece chiedevano solo l’autonomia in elettrico.

Il motto dello IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria) dice che “la pubblicità deve essere onesta, veritiera e corretta”.

Qualcuno di noi può credere ad occhi chiusi a quello che dice la pubblicità?

Dubito fortemente.

La Toyota in questo caso ha fatto una sorta di spot comparativo “contro” le elettriche, ma la stessa cosa accade anche con detersivi come telefoni.

Si esalta il proprio prodotto, eliminando eventuali criticità ed esaltando i pregi. L’altro, semplicemente, resta “brutto & cattivo”. Lo è veramente? Quella è un’altra storia…

Ma al netto di tutto ciò, come detto nel primo commento, io non vedo uno spot contro l’elettrico a prescindere, ma un’esaltazione dell’ibrido che deve “arrivare” ad una certa fascia di automobilisti.

D’altro canto, anche la pubblicità della Leaf, parla di tempi di ricarica falsati e, quindi, non veritieri e scorretti nei confronti degli acquirenti o potenziali tali.

Ed una pubblicità onesta, con consumi (di energia o di benzina) veritieri, in realtà, farebbe solo bene alle Case, perchè se io mi potessi fidare della Toyota che parla del 50% in elettrico in città (ma in realtà dipende da tanti fattori) o delle autonomie di Smart (160 km teorici o 100 reali?) come delle ricariche di Leaf, allora in questo caso potrei fare una scelta ragionata, ma soprattutto consapevole.

Invece oggigiorno i più smaliziati si informano più che possono, fanno la tara a pubblicità e depliant, e poi decidono. Gli altri si fidano e poi intasano i forum di lamentele.

Non ultimi quelli che guidano l’ibrida in maniera scorretta e consumano più del dovuto, parlando di truffa (parola abusata) invece che di incapacità propria, ma questa è un’altra storia…

 

 

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