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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Mi scrive un’amica che lavora nella ristorazione…

Quello che segue n realtà è uno sfogo raccolto sul nostro gruppo Telegram (privato), ma so di poterlo condividere sul Blog; chi scrive è la direttrice di un locale milanese posto quasi in centro e che ha chiuso prima che arivassero obblighi in tal senso, visto che per settimane hanno raccolto solo centinaia di disdette e poche decine di clienti.

Sento dei provvedimenti che verranno, quelli di  fase 2 per la ristorazione che comunque è una fetta non indifferente del Pil italiano e occupa molte persone.

Chi torna a fare colazione al bar facendo prima la coda, poi da solo con il barista e il tutto con guanti e mascherina?

E questo anche al ristorante ovviamente, con il cameriere a 2 metri? Te li lancio i piatti?

E non rispondete per favore “io non vado mai al bar”.

Meglio rimanere chiusi tanto non si lavorerà, ma le tasse e il resto rimarranno …intanto si saranno fatti prestiti che non si potranno restituire perché non ci sono gli incassi e i contributi e l’IVA che sono stati spostati a giugno si dovranno pagare – ma con cosa?

Capisco che per chi ha un lavoro da dipendenti il problema si pone di meno perche nell’immediato basta rinunciare a delle cose, ma sono proprio le cose a cui rinunciano i dipendenti a creare il disastro anche nei pubblici esercizi ( e si perderanno posti di lavoro, e tanti).

Il mio problema è che non riesco a staccare la testa dai problemi grossi….

Ed aggiungo io che  l’unica ragione di questi tempi che mi fa prendere l’ansiolitico prima di dormire e’ il pensiero del lavoro… reggo la pandemia, la tensione di Rok, la preoccupazione per i miei, ma sul lavoro… cedo.

In pratica ad oggi è un mese che siamo chiusi, con molti ordini nel cassetto e quindi consegne non rispettate, ma soprattutto con il magazzino pieno di materiali acquistatiu proprio per far fronte alla produzione di marzo ed aprile.

Non lavoro, non consegno, non fatturo, non ho credito a sufficienza dalla banca, però ho i debiti verso i fornitori.

Fortunatamente è stato possibile aprire la Cassa Integrazione in deroga (costo della pratica, a distanza: 400 €  + Iva) ed ovviamente spero di riprendere quanto prima il lavoro, ma è una situazione che mi crea un forte stress, tanto più dopo aver resistito sino ad ora alla crisi iniziata nel 2008 (mica ieri)… saltare in aria per un cazzo di virus, mi seccherebbe…

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