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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il caffè aumenta? Se anche fosse, da qualche parte devi rientrare con i maggiori costi…

articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Leggo i soliti titoloni per gli aumenti del caffè a seguito dei maggiori costi di bar e ristoranti, causa norme Covid-19.

Escludendo chi specula o esagera con gli aumenti, mi piacerebbe che Carlo Rienzi di Codacons spiegasse come far quadrare i conti in un azienda o attività commerciale, se le uscite sono superiori alle entrate (non per cattiva gestione).

Rienzi mi pare che cerchi di vincere facile puntando sulla popolare tazzina del caffè, dimenticandosi però tutto il resto, dove invece che di un aumento si parla di speculazione allo stato puro.

Resta il fatto che la maggior parte delle persone lavora per vivere (e far vivere i dipendenti) e non per sport. Ed i conti alla fine del mese devono tornare…

Dopo aver letto l’articolo mi scrive un’amica che dirige un locale a Milano, in zona semi-centrale:

Avevo già spiegato che questo benedetto prezzo del caffè si deve piantare di prenderlo a riferimento!

Già non è possibile farlo pagare 1 euro, è ridicolo (è poco!), ma criticare perchè si paga 1,20/1,50 e “in galleria di arriva a 2 euro” è assurdo.

È ora di smetterla innanzitutto di pensare che i bar e i ristoranti siano gestiti da gente ricca, che pensa solo a mettersi i soldi in tasca oppure da gente “poco di buono“: non è così.

L’imprenditoria di questo settore ha le stesse criticità degli altri: ci sono tante brave persone che stanno in piedi facendone lavorare tante altre ma non sono certo ricche e poi ci sono anche i mascalzoni che non pagano le tasse e non pagano i dipendenti. Questo però accade in ogni settore.

Basarsi sul prezzo del caffè o del cappuccio per dire che “hanno approfittato della situazione per aumentare i prezzi” è da scellerati.

Venissero loro a mandare avanti un’azienda con i costi fissi che ci sono; affitti salati a parte, ora si sono aggiunti i costi del Covid-19.

Sanificazione extra (circa 1/1,50 €/mq se la fai con atomizzatori se no di più), prodotti adeguati per la pulizia giornaliera più volte al giorno che costano mediamente il 40% in più di quelli normali, gel per le mani a profusione (mediamente 6,00/7 €/litro).

Poi le mascherine filtranti a norma, lavabili, che costano dai 4 € in su – le chirurgiche non sono il massimo), i guanti in nitrile che prima costavano 4 € alla scatola da 100 pezzi – 50 paia – ed ora costano il doppio secco che vanno cambiati più volte a turno.

I termoscanner con un costo medio di 35/40 € se prendi quelli a pistola ma, per locali grandi e con grandi affluenze ci vogliono le colonnine da 2500/3000 € circa, senza contare gli adempimenti burocratici; del comitato Covid in azienda, lo sapevate? No? Ecco…

Hai il Credito di imposta per sanificazioni e affini, di che ti lamenti?

Bene. Già finito (c’era un salvadanaio a disposizione con una cifra precisa massima).

A tutto questo sommiamo il fatto che se prima avevi 100 coperti (e prendo un locale medio) ora ne fai 40 se ti va bene.

Vorrei chiedere a chi fa queste considerazioni sui prezzi di venire a provare a gestire un’azienda in queste condizioni e adempiere a tutto, mantenendo tra l’altro lo stesso numero di dipendenti.

POI NE PARLIAMO…

Affrontiamo la questione prezzo del caffè: ma si può prendere come riferimento del costo della vita la tazzina di caffè al banco?

Ma cosa pensate che ci sia di ricarico su 1,10/1,20 cent?

Allora: la miscela… i prezzi partono da un minimo di 8 euro al kg a 30 euro, e certi caffè anche di più ( sono caffè speciali e si trovano a volte in certi bar di locali “stellati”).

Comunque parliamo di prezzi al kg del caffè: ci sono delle miscele che provengono da paesi vocati e sono molto pregiate per vari motivi, sono delle monorigini (sono perlopiu 100% arabica).

La “robusta” invece è la componente che da’ maggior resistenza alla “cremina “e contiene più caffeina (caffè di paesi con caratteristiche diverse, meno pregiati di base).

Il torrefattore miscela diverse origini solitamente e crea la sua miscela che può essere più o meno pregiata.

Più la Miscela contiene Robusta e meno costa ( ed è anche più forte!). In meridione i caffè più amati sono quelli più forti, intensi. Una piccola % di Robusta comunque è consigliata per dare più struttura (l’arabica e’ più dolce) ma, se presente in quantità, abbassa il prezzo del caffè.

Aggiungiamo il costo di affitto: se sei in Vittorio Emanuele l’affitto costa di più che in V.le Monza, ma mooolto di più.

Qualità del personale: IN REGOLA, e specializzato rispetto ad altri locali dove magari il barista (anche improvvisato) è assunto part time ma fa full time ed è pagato la metà in nero. Poi per servire un buon caffè ci vuole una buona struttura: macchina caffè, macinino, poi le bustine di zucchero.

Il prezzo quindi non può essere uguale dappertutto. A volte un caffè a 1,50 cent può essere a “buon mercato”. Perché il caffè all’estero costa carissimo?

E Starbucks è arrivato a Milano e il suo caffè non costa certo 1 euro…

In un libero mercato non ci può essere un prezzo fisso, le variabili sono tante, se si capisce ( e molti lo capiscono) non si fanno queste polemiche.

Un hotel 5 stelle costa come un 3? No. E nessuno si lamenta. Ti fanno anche pagare la differenza per la vista mare. Perché il caffè deve essere uguale dappertutto? Chi l’ha detto?

Subito prima dell’euro il caffè costava 1700 lire quindi 87 cent. Dopo 20 anni solo 13 cent di aumento.

Quale prodotto ha subito in 20 anni solo 13 cent di rincaro quando tutto, dopo circa un anno, è praticamente raddoppiato?

Direi: SMETTIAMOLA.

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