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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’assassino del lago

di Pietro Garanzini

Newton Compton – Pagg. 347 – € 10,00 > lo vendo ad € 3,00 + spese di spedizione

Trama: L’ispettore di polizia Mario Ferrari si trova a indagare su tre misteriosi omicidi avvenuti in rapida successione. Apparentemente, le tre vittime hanno poco in comune a parte l’età: una aveva 29 anni e gli altri due 28. Eppure tutti e tre i ragazzi sono stati prima storditi e poi uccisi con una pistola d’epoca, una rarissima Luger.

Aiutato dal vice-ispettore Matheoud e dalle preziose ricerche dell’agente Nanetti, Ferrari riesce a scoprire che i tre assassinati erano stati compagni di scuola.

Sarà quindi il passato delle vittime il campo di ricerca, per un crimine capace di mettere a dura prova il fiuto raffinato dell’ispettore, costringendolo a tornare più volte sui suoi passi.

E la chiave di tutto potrebbe essere nascosta proprio nel luogo in cui, molto tempo prima, è iniziata la spirale di morte: uno specchio d’acqua dalla superficie cristallina, che nasconde terribili segreti.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Devo dividere in due la mia opinione su questo libro; per quanto riguarda la storia gialla in sè, sebbene sia subito chiaro che è in corso una vendetta, non sono riuscito ad intuire il colpevole sino a che l’autore non me lo ha fatto scoprire, lasciandomi di sasso il che per un giallo è una bella sensazione, abituati come siamo a capire in anticipo trame telefonate. Per cui sotto questo aspetto il giudizio è Buono.

Poi c’è il resto ovvero il gradimento complessivo del libro ed in questo caso mi fermo ad un Medio per le ragioni che seguono.

C’è infatti da affrontare il discorso sul personaggio, l’ispettore Ferrari, che è veramente odioso, il che è un problema per uno come me che cerca di calarsi nei panni del personaggio principale, perlomeno per capire certe sue dinamiche, anche se non le condivido.

Ferrari, però, è veramente una brutta persona e per varie ragioni. Impossibile amarlo, ma anche sopportarlo, dato che riassume in un’unica persona il peggio che c’è in giro, per quel che mi riguarda.

Capita spesso che i commissari siano fumatori accaniti e Ferrari non fa eccezione, se non fosse che lui le sigarette se le prepara da solo e cosa è meglio che farlo mentre si guida a tutta velocità?

E tanto per non smentirsi, i mozziconi li lancia dal finestrino. Ironico che sia un delinquente a farglielo notare, beccandosi una risposta piccata…

Come abbiamo visto prima Ferrari guida spesso ad alta velocità, guidando come capita e non usa neanche il lampeggiante (almeno farsi vedere…) ed è ovvio che uno così tenga anche il cellulare in mano…

Ma che ci frega della sicurezza degli altri automobilisti?

Ultimo, ma non meno importante, è il bullismo che mostra nei confronti dell’agente (donna) Nanetti, che sarà anche timida e con un fisico sgraziato (vedi i vari “foca”, “culona”, ecc…), ma il suo lavoro in ufficio lo fa bene ed è questo che conta, ma in cambio riceve risposte aggressive, maleducate ed allusioni affatto velate, al punto che anche il suo vice gli dice che “forse esageri.”

C’è da dire che anche nei confronti del suo vice ed amico, a quanto pare, Ferrari non ha un atteggiamento simpatico; prese in giro per il suo appetito, la diffusione di voci circa un interesse della Nanetti per il vice, il fumare in auto ben sapendo che è allergico al fumo, dichiarando a gran voce che se ne frega… bella persona, veramente.

Note a margine.

Chi mi legge spesso sa che ho iniziato a sparare al poligono a 17 anni, per cui mi sono fatto una certa cultura delle armi, senza per questo essere un esperto come invece, secondo me dovrebbe esserlo un Commissario, pur senza avere le competenze di un perito balistico.

Ma non riesco a credere (ed accettare) che Ferrari non conosca il 9×19 Parabellum (Paraqualcosa…) e neanche l’esistenza della Luger. No, non ci credo…

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