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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro, una trilogia: Il centurione – Il gladiatore – La legione

di SImon Scarrow

Newton Compton – Pagg. 1045 – € 9,90 > lo vendo ad € 2,00 + spese di spedizione

Trama: Dopo secoli di vittorie e di dominio incontrastato, una minaccia incombe sul potere di Roma. I Parti, acerrimi nemici, vogliono conquistare le province orientali del grande impero.

Il prefetto Macrone e l’eroico centurione Catone, coscienti del pericolo incombente, organizzano la resistenza e si preparano a respingere i cospiratori.

Durante il viaggio di ritorno a Roma dopo l’ennesima, sanguinosa campagna militare, la nave su cui viaggiano i centurioni Macrone e Catone viene quasi affondata da un’onda anomala.

I due riescono ad approdare a Creta, dove trovano la città di Matala completamente distrutta e semideserta.

Che cosa è accaduto?

Spinto dall’odio per Roma, il gladiatore Aiace percorre l’impero seminando morte e distruzione, massacrando civili inermi al pari dei soldati.

Ancora una volta, Macrone e Catone sono incaricati di un compito ai limiti dell’impossibile: fermare le sue gesta, catturarlo o ucciderlo prima che la rivolta si estenda a tutto il Medio Oriente.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Essendo una trilogia va da sè che il giudizio deve essere suddiviso in tre parti, per poi confluire in una valutazione complessiva.

Il centurione: In pratica quasi l’intero libro è dedicato agli scontri brutali fra i Romani ed i ribelli di Palmira, sostenuti dai Parti; in ogni caso i due personaggi principali, Macrone e Catone, sono ben descritti e raccontati.

Storia che prende, anche se avrei preferito se Scarrow avesse raccontato di più, dal punto di vista storico, dilungandosi meno sull’efferatezza degli scontri.

Il gladiatore: La storia si aggancia alla precedente e è incentrata sulla rivolta degli schiavi a  Creta che, va da sè, sfocia prima in una sanguinosa vendetta sui padroni ovvero i Romani, e successivamente in una caccia all’uomo per fermare Aiace, il gladiatore che guida i rivoltosi con grande carisma e determinazione.

Ma Aiace ha dei motivi personali di rivalsa su Catone e Macrone, il che butta benzina sul fuoco, inasprendo ulteriormente il tutto con scontri brutali come brutali erano i tempi.

La legione: Continua la caccia ad Aiace e per quanto la legione di stanza sia carente di esperienza di combattimento e spesso guidata da ufficiali presuntuosi, ma incapaci, diventa difficile credere che Aiace con il suo manipolo di gladiatori, per quanto addestrati nel “corpo a corpo” riescano a superare i legionari anche nella tattica, infliggendogli pesanti sconfitte.

Sempre tanta brutalità, a parer mio con troppa insistenza sui dettagli, e con Aiace che non sbaglia un colpo di spada, mentre Catone e persino Macrone, spesso arrancano sotto la sua furia e quindi Aiace esce quasi sempre indenne dagli scontri, al contrario dei Romani.

Se in Il gladiatore la caccia ad Aiace era parte della storia, in questo terzo “episodio” è tirata per le lunghe sino ad annoiare, nonostante l’azione continua.

L’epilogo lascia aperta la porta per nuove avventure di Catone e Macrone.

Nota a margine: leggevo su Wikipedia che “In Italia la pubblicazione dei romanzi della serie Eagle of the Empire non è stata cronologica, in quanto il primo pubblicato il 12 marzo 2009 è stato Il Centurione, che nella realtà è l’ottavo. L’allineamento cronologico delle pubblicazioni si è avuto solamente dal 13 novembre 2014 con l’uscita di Il sangue dell’impero ed i successivi.”

Nella mia classifica personale, dopo una certa indecisione, gli assegno un Medio perchè anche se complessivamente la lettura è stata piacevole, salvo che nella seconda parte de Il Legionario, trovo che il brodo sia stato allungato troppo, se mi capite, e la parte storica è carente, per i miei gusti.

Restando sull’impero romano, i libri di Comastri Montanari spiegano molto di più dal punto di vista storico; come scrissi nell’opinione relativa al primo libro letto: nella mia classifica personale gli assegno un Medio per la lettura in sè, ma dal punto di vista storico merita un Buono. 

 

 

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