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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Pagare i figli per leggere un libro?

Mi scrive l’Amica Marina: Leggete l’editoriale di oggi di D’Avenia, è bellissimo e da’ la misura del fenomeno che i ragazzi d’oggi vivono: il totale disinteresse per la lettura.

Una volta postato il tutto nel nostro Gruppino (chiuso) su Telegram, dedicato ai libri, c’è stato uno scambio di opinioni che ho raccolto e copiato qui, pari pari…

Secondo me: Che dei genitori siano “costretti” a pagare 1 € ogni 20 pagine lette, mi fa inorridire e temo che serva a poco, perchè se c’è costrizione, difficilmente si avrà piacere per quello che si sta facendo, ma spero di sbagliare. Spero che il disinteresse per la lettura riguardi solo “parte” dei giovani, perchè non voglio generalizzare, anche se temo che sia una fascia abbastanza ampia. Non sono pochi i 25-30enni che ho sentito vantarsi di non leggere mai un libro. D’altro canto l’ignoranza dilagante che si vede in giro è figlia anche del disinteresse verso la lettura di molti…

Marina: Lo so, fa inorridire ma se vedessi che genere di ragazzini vedo io il sabato e la domenica con i genitori… ti ricredi subito.

Paoblog: Sull’ignoranza di molti (troppi) giovani, ma anche di 40enni, non ci piove… quando parlo con certi non mi ci metto neanche ad approfondire certi argomenti, fossero anche di attualità, ma talvolta con gente sui 40/45 ci provi e non è raro vedere quello sguardo vacuo, perso, di uno che non capisce che stai dicendo…

Marina: Infatti in questi casi è proprio la categoria “genitori quarantenni” che fa danni. Ai bambini e/o adolescenti non do’ colpe.

Elena: L’ignoranza e il cervello spento dilaga tra giovani e adulti di pari passo ultimamente, e a dei livelli che non mi sarei aspettata. Ma tante forme di informazione, per lo più spazzatura e senzionalismo, non aiutano di sicuro. Costringere i figli a leggere lo trovo un pessimo modo, genitori istruiti ed educatori, c’è un errore di base evidentemente; cosa apprendono a leggere sotto paghetta? Gli fanno l’interrogazione dopo? Le cose si fanno per interesse e passione personale o non ne esce niente.

Marina: Verissimo Elena. Penso che loro confidino in un interesse che magari si accende nel proseguo, per alcuni e’ stato così ( tipo l’appetito vien mangiando).

Elena: Secondo me l’esempio che gli danno è errato. Può darsi che, almeno quello, facendogli scegliere i titoli, alcuni almeno, qualche passo lo facciano, ma non condivido per niente. Leggo a profusione, ho libri ovunque ed a mia figlia, quando era una bambina, ho sempre letto, e letto con lei, i libri di Geronimo Stilton con tutte quelle scritte particolari (che aiutavano a fare le voci, fantastici!) Ed ora? Mai vista leggere! Ma dice che ogni tanto sul pc, oltre a giocare e disegnare, fa anche quello. Non come mi piacerebbe, ma non perdo le speranze…

Marina: Basterebbe che leggessero ogni tanto, imparerebbero anche a parlare in italiano e non con termini da sms.

Elena: A quello dovrebbe servire la scuola in cui passano sempre più tempo, oltre che la famiglia, ovviamente…

Paoblog: In attesa che arrivino le opinioni di alcuni amici-genitori, devo dire che secondo me passa anche il messaggio sbagliato che basta pagare per ottenere qualcosa, sulla falsariga della battuta di Bertolino sui milanesi “guadagno-pago-pretendo” mentre spesso le cose si possono fare anche solo per puro piacere personale così come per altruismo.

Ti pago se leggi, come provocazione mi va bene, come sistema educativo, no.

Elena: Esatto, poi quando se li ritrovano a dirgli “se vuoi che lo faccio mi paghi” fosse anche solo farsi il letto o la loro parte di faccende in casa, cosa gli rispondono?

Aggiornamento

Mi scrive Ele di Siena: Non ho figli ma ho seguito per anni il gruppo piccoli della contrada ed ho cercato di dare indirizzi di crescita ai ragazzi e renderli consapevoli. Non ritengo assolutamente giusto pagare x far leggere. Mi sembra prima di tutto una sconfitta di un genitore se non è capace di far capire ai figli l’importanza della lettura. Poi sarebbe un brutto insegnamento morale: il messaggio che secondo me si farebbe passare è che con il denaro, pagando qualcuno, si può ottenere tutto. Credo che il difficilissimo mestiere del genitore richieda comunque impegno e non un approccio così superficiale all’insegnamento. Se non ci sentiamo in grado di educare, non facciamo figli.

Il pensiero di Luisa inizia con: No, no no. Non condivido assolutamente l’idea di pagare un figlio perchè legga un libro; non esiste, se i figli non vogliono leggere, io non li sforzo. Magari sarebbe il caso di passare del tempo con loro al fine di far capire che il tempo lo si può impiegare anche in maniera diversa. Mi spiace dirlo, ma da educatrice di adolescenti quale sono devo dire che i figli seguono molto l’esempio dei genitori, perchè se ai ragazzi non dai alternative, va da sè che il tempo lo passano sui social.

Scrive Pha74: Sono pienamente d’accordo con te. Il mio bimbo è ancora piccolo, è in terza elementare e fortunatamente ha delle brave maestre che hanno avuto l’idea di far portare un libro da leggere quando non possono fare la ricreazione all’aperto. Non è facile al giorno d’oggi riuscire a staccarli dalla PlayStation e dai dispositivi 😪 È una lotta continua… non guardano nemmeno più i cartoni animati.

Un commento su “Pagare i figli per leggere un libro?

  1. Giulia IG
    22 novembre 2021

    A suo tempo io convertivo la mia paghetta con i libri, per cui sono totalmente contraria: una passione o ce l’hai o non ce l’hai.

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