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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

A proposito di influenza…

Nei TG si continua a sentire che la gente è confusa per mancanza di informazioni, ma da cittadino informato (perlomeno ci provo) mi vien da dire che l’informazione è persino troppa, ma non è filtrata, ovvero sono diffuse troppe informazioni e notizie, senza un minimo di controllo, spesso contraddittorie fra loro e persino senza fondamento.

Che l’informazione in generale sia vittima del Copia & Incolla non è certo notizia di oggi, ma finchè si tratta di bufale +/- innocue, passi, ma qui stiamo precipitando nella psicosi senza neanche saper il perchè.

Detto questo, Topo Gigio a parte, abbiamo capito che come sempre è importante lavarsi spesso le mani, aerare i locali, evitare i luoghi affollati, ecc.

In alcune nazioni vediamo gli abitanti indossare le mascherine, anche se poi molti non sanno che serve una mascherina specifica.

Stasera nella partita Dinamo Kiev – Inter saranno distribuite mascherine ai 30.000 spettatori, ma senza obbligo di indossarle, facciano loro. In compenso il Governo ha invitato le TV a non inquadrare il pubblico con la mascherina per non far spaventare la gente che guarda la tv. Incoerenza. E’ necessario informare senza spaventare, obbligare quando necessario. Pochi dati, ma certi.

Ma questo post, in realtà, nasce da una riflessione fatta sabato scorso, quando al tavolino del bar della libreria Feltrinelli, dove abbiamo consumato uno spuntino, ci sono stati portati dei tovaglioli appoggiati sul classico portatovaglioli, disposti a ventaglio.

Va da sè che le persone che servono ai tavoli, che preparano le consumazioni e che lavorano anche alla cassa, toccando banconote portatrici di germi e non solo, non possono lavarsi le mani dopo ogni cliente servito. Ma è anche vero che in un ambiente affollato, di fatto toccano di tutto, dai soldi, al cibo, ai tovaglioli che per l’appunto sono esposti pure all’aria. Tra l’altro cercando di tirarne fuori uno, ne sono usciti di più, il che comporta la possibile contaminazione anche di quelli che non si useranno.

Abbiamo preso l’abitudine, al’uscita di luoghi affollati, che sia la libreria oppure il supermercato, di utilizzare il gel disinfettante, tuttavia vedeo molte persone corredate di Amuchina gel senza sapere che non serve a nulla.

I prodotti disinfettanti a base di alcol sono efficaci solo se ne contengono almeno il 60% di alcol e l’Amuchina gel forse arriva al 40-45%. Dico forse perchè sull’etichetta non è scritto, a differenza di altri prodotti simili. Ho scritto una mail chiedendo chiarimenti, ma non mi hanno mai risposto.

Io ho comprato un gel che contiene il 65% di alcol ed infatti è classificato Presidio Medico Chirurgico, al contrario di Amuchina gel che sfoggia una confezione che ricorda con simboli e grafica, un prodotti sanitario. Però non lo è.

Per i dettagli in merito, leggi qui: https://paoblog.wordpress.com/2009/10/12/gel-per-le-mani-basta-acqua-e-sapone/

Torniamo a noi. La scorsa settimana mi sono recato dal dottore per fare la vaccinazione per l’influenza normale. Sala d’aspetto, piccola, in pratica eravamo una decina di persone, molte ammalate, con la tosse, alcuni non mettevano la mano davanti alla bocca quando tossivano. Risultato? Un ambiente saturo di germi, virus o quello che è.

Che senso ha che mi lavi spesso le mani se poi rischio di beccarmi di tutto proprio dal dottore? Non sarebbe il caso, ad esempio, installare a spese del servizio sanitario dei dispenser di mascherine usa e getta con l’obbligo di indossarle?

E volendo esagerare anche il dispenser di gel disinfettante, da usare al momento di lasciare lo studio medico? Cosa questa prevista negli uffici pubblici lombardi, anche se mi viene il dubbio che sull’onda dell’equivoco non sia usato liquido con il 60% o + di alcol, ma un prodotto igienizzante, di fatto inutile allo scopo. L’incapacità di mettere in pratica le buone idee è tipico di molte amministrazioni pubbliche…

Vedi: https://paoblog.wordpress.com/2009/10/02/%c2%abmani-pulite%c2%bb-negli-uffici-comunali/

E magari una macchinetta che rilasci il numerino, in modo tale da non costringere tutti a restare nella sala d’aspetto a chiedere chi è l’ultimo? ed attenti al solito furbetto che cerca di scavalcarti dicendo Devo solo chiedere una cosa e poi non esce più? Così facendo potremmo, in parte, evitare il sovraffollamento delle sale d’aspetto, consentendo agli ultimi arrivati di allontanarsi epr poi tornare dopo…

Ed infine sebbene sia a conoscenza di molte perplessità circa il vaccino ed i suoi effetti collaterali, come scrivo qui: https://paoblog.wordpress.com/2009/08/31/influenza-suina-ah1n1-vaccinazione-al-via/ oggi sento al TG che in Lombardia vi sono 310.000 operatori sanitari e solo 8.000 si sono vaccinati.

Scherzando un attimo, posso citare il tormentone di Ezio Greggio: Sarà vero? Sarà falso? Sarah Ferguson? tuttavia vai a sapere se il dato è corretto.

Mi vien da pensare che sia inutile che metta la mascherina, mi lavi le mani con il giusto prodotto, stia attento ai luoghi che frequento, se poi vado dal dottore (non vaccinato) e l’influenza me la attacca lui…

Non è sicuramente una situazione facile da gestire, ma credo che un’informazione ben calibrata e precisa, possa essere il primo passo…

°°°

Un riassunto dei post sull’influenza, lo trovi qui:

https://paoblog.wordpress.com/2009/10/30/influenza-a-guida-al-vaccino/

Un commento su “A proposito di influenza…

  1. Donata
    4 novembre 2009

    Ma, in realtà qualche cosa la sappiamo. Per esempio: che in realtà questa influenza non ammazza più gente di quante ne abbiano sempre ammazzato le influenze normali, durante le cui epidemie abbiamo sempre preso i tovgliolini dal portatovaglioli, atteso il medico in sala d’aspetto ecc. Detto questo, le case farmaceutiche arricchiranno con un vaccino in più, che i malati cronici, i vecchi ecc. useranno, come sempre hanno usato quelli contro le influenze di stagione, prodotti dalle stesse aziende, e che possiamo farci? qualunque farmaco prendiamo arricchiamo qualcuno, però se ci servono li prendiamo. Io personalmente, che sono vecchia, mi vaccinerò come faccio da anni contro la stagionale, per l’altra ci penserò, tanto per ora il vaccino non c’è. E continuerò a vivere normalmente, con le normali precauzioni igieniche che usavo anche senza Topo Gigo, perché non intendo rovinarmi con la paura gli anni (o mesi, o giorni)che mi restano da vivere Donata

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