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I milanesi reinventano la segnaletica stradale

A Milano gli automobilisti (non tutti, ma una gran parte) stanno reinventando il Codice della Strada.

Questo cartello che in origine significava Dare la precedenza in realtà oggigiorno sta a significare che l’altro deve darti la precedenza. O così oppure che impari a frenare sennò il botto è garantito.

Questo segnale è altrettanto misterioso, d’altro canto si sa che gli italiani non masticano le lingue straniere. STOP? E che è?

Forse a scrivere FERMATI, magari con un rafforzativo del tipo: FERMATI, PIRLA! si otterrebbe di più.

In ogni caso manca la totale consapevolezza del significato, come ha dimostrato l’automobilista che nel 2007 ha saltato lo STOP (appunto) in velocità ed io l’ho preso in pieno.

Al Pronto Soccorso lo sentivo dire ai parenti: c’era lo Stop e quel cretino mi è venuto addosso.

Oddio, forse il vero cretino è quello che, nonostante lo Stop, è passato così forte da rendere inevitabile  lo scontro, ma non stiamo qua a cavillare… 😉

Ora il pezzo forte, il semaforo ovvero quello che di fatto si è tramutato in un’installazione frequente di arredo urbano luminoso.

Dapprima abbiamo la luce verde, piacevole, il verde va di moda (penso all’ambiente, non alla Lega), e ci dà il diritto di transitare sulle strade, a prescindere dalle condizioni del traffico.

L’incrocio è impegnato e non si passa? Ma se ho il verde io POSSO e DEVO passare. Ed infatti ecco nascere i frequenti ingorghi milanesi, inspiegabili solo ai forestieri.

Il giallo. Vien da chiedersi a cosa serva, quale sia la sua funzione, ma il mistero è presto svelato.

L’appalto per la realizzazione dei semafori milanesi era stato dato anni fa ad un importante architetto di fama internazionale che influenzato dai semafori visti all’estero, aveva pensato bene di realizzare anche quelli nostrani con 3 luci.

Un errore del quale ci si è resi conto solo dopo l’installazione, ma il pragmatico Assessore milanese alla Viabilità, conscio dei costi aggiuntivi (a carico delle casse comunali ovvero dei cittadini) decise di lasciare il semaforo a 3 luci, certo che i fantasiosi automobilisti avrebbero poi dato un’interpretazione a quella luce giallognola.

E finalmente il rosso! In questo caso ci sono diverse chiavi di lettura, non è facile capire le ragioni di questo colore, ma ecco l’ipotesi più accreditata…

…secondo la quale il colore intende richiamare alla mente la zona rossa del contagiri, invitando di conseguenza l’automobilista a premere sull’acceleratore in modo da balzare oltre l’incrocio.

Ed infine ecco le strisce pedonali, spesso dipinte su fondo in colore contrastante. Nell’esempio vedete quelle bianco su rosso. Alcuni incivili pensavano servissero a far risaltare la presenza dell’attraversamento pedonale. Che gente…

In realtà il colore rosso fa risaltare meglio il pedone in modo tale che l’automobilista lo possa centrare al meglio, senza dover fare pericolose gimcane pur di investirlo.

Preso atto della variazione del significato dei principali segnali stradali, il Comune ha deciso di fare un passo ulteriore, e vietare la guida senza l’uso contemporaneo del cellulare, pena una salata multa al conducente.

Gli automobilisti del Trentino Alto-Adige sono avvisati. 😉

Per ora nessun provvedimento, invece, in merito alle rotatorie, in attesa che vengano risistemate all’inglese (vedi foto)

in quanto la tendenza di guidare tenendo la sinistra, è sufficiente per abituare i conducenti.

Infine segnalo la soppressione graduale della freccia di svolta, (e questa non è una battuta, tutto vero)…

…cosa questa decisa non per motivi di viabilità, ma per restituire all’automobilista milanese la libera scelta (ovvero giro quando voglio!), permettendo perciò la crescita personale del singolo individuo, sempre più stretto da Regole e Norme che sulla carta vorrebbero far crescere la Società Civile e, Orrore, pensare al Bene Comune.



9 commenti su “I milanesi reinventano la segnaletica stradale

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