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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Servirà il blocco delle Euro 3 diesel?

Ieri ho letto parecchie cose circa le limitazioni al traffico causa inquinamento.

Il Comune di Milano scrive che: il blocco totale della circolazione (dalle 00 alle 24) dei veicoli diesel Euro 3 ha un’efficacia potenziale di riduzione del 30 per cento circa delle emissioni di PM10 allo scarico e del 15 per cento di quelle totali. 

Il termine potenziale è quello che forse fa la differenza in questo frangente, infatti sul Corriere, circa il blocco di questi giorni, scrivono che: L’impatto stimato sui livelli di smog? Basso, quasi irrilevante.

Dal mio punto di vista è necessario partire da lontano con il ragionamento circa questa ennesima limitazione. Sono infatti alcuni anni che viene bloccata la circolazione delle auto più inquinanti (Euro 0/1/2) eppure a quanto pare serve  ben poco, visto che sforiamo abitualmente i limiti previsti.

Ora scatta la limitazione alle Euro 3 diesel, ma è tutto relativo, viste le numerose deroghe concesse: sono esclusi artigiani e commercianti, interessa una minoranza di amministrazioni e non viene applicato su tangenziali, strade extraurbane, statali, provinciali, raccordi, vie di collegamento ai parcheggi del metrò Atm.

I pendolari, di cui faccio parte, hanno davanti alcune soluzioni: usare un’altra macchina, come ho fatto io, usare i mezzi pubblici oppure, semplicemente, anticipare l’ingresso in città, come è successo stamane, tanto è vero che il traffico esagerato rispetto al solito ha causato un aumento del tempo di percorrenza; io ho impiegato 60 minuti invece che 45.

Sembra poco, ma è il 25% in più… ed in ogni caso 15 minuti in più con il motore acceso, maggior consumo, maggior inquinamento..

Ma quello che mi fa pensare è il fatto che in ogni caso la maggior parte dei pendolari arriva a Milano, parcheggia, lavora e la sera rientra a casa ovvero l’auto è utilizzata solo per lo spostamento casa-lavoro-casa. Diciamo che nell’arco di 12 ore io uso la macchina per meno di 2 ore.

Diverso il caso i furgoni commerciali ed autobus che svolgono il loro lavoro circolando continuamente. Di che numeri stiamo parlando?

Il Comune cita questa statistica: 47.202 sono mezzi commerciali leggeri (29% di tutti i camioncini), 7.245 sono veicoli commerciali pesanti (25% di tutti i camion) e 1.946 sono autobus (50% dei bus immatricolati).

Chiunque giri per la città può vedere la massa di  furgoni che emettono nuvole di fumo nero, al pari di molti autobus Atm, che a dispetto degli adesivi verdi con l’alberello, la scritta Ecobus, ecc. fanno fumate nere, dense, ad ogni colpo di acceleratore.

Siamo certi che permettere la circolazione di questi mezzi non sia deleterio all’aria cittadina?

Tranne alcune società, e qui parlo per esperienza diretta, visto che in azienda vengono molti vettori, la maggior parte sono padroncini ai quali sono affidati i trasporti di collettame e talvolta ci sono tre cani sulo stesso osso, nel senso che io chiamo la ditta Rossi, che affida il trasporto a Bianchi che lo fa fare ad un padroncino…

Così come la Traco ha aderito ad un’iniziativa che mira ad utilizzare solo mezzi a basso impatto ambientale, c’è una società di trasporti in particolare che affida le spedizioni a sudamericani che vivono letteralmente sui loro furgoni e sono pagati con tariffe ridicole.

Addirittura mi raccontava uno di loro che veniva pagato 1 € per ogni ritiro, ma con la clausola che se nella giornata ritornava dallo stesso cliente, gli veniva pagato solo il primo ritiro.

Va da sè che difficilmente questi autisti potranno sostituire il veicolo con uno meno inquinante, ma neanche pssono curare la manutenzione, in modo da avere un mezzo efficiente e, non ultimo, pure sicuro.

In occasione di un blocco del 2010, ho espresso pensieri simili ed un camionista ha lasciato un commento, aggressivo e di totale chiusura verso i miglioramenti che ognuno deve fare.

Certo, costa cambiare il furgone, ma anche le aziende sopportano dei costi per adeguare l’impianto di riscaldamento, costa per il singolo cittadino cambiare i serramenti oppure acquistare un’auto Euro 5.

Nessuno dice che sarà indolore, però non deve esserlo per nessuno. Se cominciamo con deroghe allargate allo spasimo, esenzioni e facilitazioni, raccomandazioni e via andare, a pagare saranno sempre i soliti. Ma a furia di spremere anche l’arancia più succosa è da buttare.

E l’aria sarà sempre più inquinata…

8 commenti su “Servirà il blocco delle Euro 3 diesel?

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