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Per una piccola azienda, la vera impresa è sopravvivere… (allo Stato)/3

Ero certo che il post iniziale non sarebbe stato sufficiente per raccontare tutti gli obblighi (onerosi) ai quali siamo vincolati, ed infatti era arrivata la seconda parte con la quale speravo di chiudere il discorso, ma così non è.

Cominciamo con la comunicazione del commercialista circa il pagamento della Tassa di vidimazione dei libri sociali: € 309,87.

Nei giorni scorsi poi è stata fatta l’analisi dei fumi di cui parlavo nella seconda parte: € 300 + Iva.

Il tecnico dell’azienda di analisi, poco prima di uscire mi fa: ed ecco che dopo aver rapinato l’ennesima piccola azienda in crisi, me ne torno a casa.

Aggiungeva poi che in tutte le aziende dove si recava si viveva la disperazione di una crisi che non finisce, aggravata appunto da una serie di obblighi che causano ulteriori uscite di denaro da casse che sono ormai vuote.

Appunto.

Come già detto non sono in discussione la totalità di norme e vincoli, perchè la sicurezza sul lavoro, ad esempio, è importante,  tuttavia ci vorrebbero norme strutturate in maniera diversa a seconda dell’ambito lavorativo ed anche del momento specifico, di forte crisi economica e stagnazione del mercato che causano a tutte le aziende una mancanza cronica di liquidità.

Andiamo oltre. Ho già parlato del muletto (elettrico) che usiamo in azienda e del  suo utilizzo ridotto che ha lavorato 1750 ore in 16 anni, pari a meno di 10 ore al mese. E’ sicuramente giusto obbligare l’azienda a fare la manutenzione, tuttavia è meno logico che a fronte di un uso ridottissimo, ci sia l’obbligo di controlli trimestrali di catene e forche ed un controllo annuale dello stato di funzionamento del carrello (manutenzione ordinaria). Altri 264 € che se ne vanno…

Nei giorni scorsi ho ricevuto una mail dall’assitenza nella quale mi informavano che:

A seguito della effettiva entrata vigore della suddetta normativa, intendiamo chiarire finalmente tutte le contraddizioni emerse sin dal momento della pubblicazione di questa norma. Con l’avvento del nuovo anno, sono iniziati anche i controlli da parte degli enti preposti, ma a differenza di quanto ipotizzato, sono state emesse diverse sanzioni.

E’ necessario specificare però che tali sanzioni sono contenute all’interno del D.Lgs 152/06 “Norme in materia ambientale”, e vengono applicate non solo in caso di violazioni riferite allo stesso, ma anche in caso di mancato adeguamento al D.M. 20.

In sostanza non è necessario che sia accertato lo sversamento di sostanze inquinanti e siano causati danni ambientali, per incorrere nelle sanzioni previste dal D.Lgs 152/06, ma è sufficiente non disporre delle sostanze necessarie ad evitare tale evenienza.

Di conseguenza, qualora non aveste ancora provveduto all’acquisto di tale materiale, Vi consigliamo di adeguarvi tempestivamente per evitare di incorrere nelle sanzioni sopra citate.

Circa le sanzioni, il datore di lavoro e’ punito:
a) con l’arresto da sei a dodici mesi o con l’ammenda da 4.000 a 16.000 euro per la violazione dell’articolo 66;
b) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 10.000 euro per la violazione degli articoli 64 e 65, commi 1 e 2;
c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 2.500 euro per la violazione dell’articolo 67, commi 1 e 2.

Va da sè che su questi presupposti è obbligatorio acquistare 42 kg. di materiale inertizzante al costo complessivo di € 332.

(in un sito che tratta di sicurezza sul lavoro scrivono che: Leggendo il decreto però ci si accorge che all’articolo 1, comma 1, c’è scritto che è obbligatorio solo per chi ha impianti o depositi di batterie o accumulatori contenenti l’acido solforico, ma nell’allegato, a pag. 6, punto 1.2.2. è indicato l’obbligo anche per le batterie circolanti sui mezzi in aree private (diciamo pure che il decreto contraddice se stesso), e pertanto chi possiede un “muletto” se ne deve dotare.)

°°°

Per sfizio faccio un pò di somme, basandomi solo su quanto scritto in questi tre post, fermo restando che di cose ne ho sicuramente dimenticate, per cui il totale è sicuramente più basso della realtà ed eccomi arrivato a circa 10.000 €.

°°°

(Non è ironico il fatto che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non si applichi ai lavoratori della Cgil? Leggi il Blog dei lavoratori licenziati dalla CGIL )

3 commenti su “Per una piccola azienda, la vera impresa è sopravvivere… (allo Stato)/3

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