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Registro Italiano dei Medici? No grazie!

Leggo sul Blog dei Consumatori di questa vicenda che mi ricorda molto il Registro Italiano delle Imprese di cui ho parlato a suo tempo in questo post.

In quel caso avevo riscontrato che ll fax indicava un numero italiano, la busta per la restituzione del modulo (ovvero Contratto) era di una Casella Postale di Lodi, ma la società indicata sulla lettera era in Germania.

D’altro canto il Garante era intervenuto nel 2005, ma di fatto la società si eradifesa con argomentazioni poi smentite dai fatti e la cosa è morta lì e tanti saluti alla tutela dei nostri diritti ed alle sentenze dell’inutile Garante…

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Da alcuni giorni migliaia di medici stanno ricevendo una lettera apparentemente innocua in cui si comunica loro di verificare se i dati che risultano al Registro Italiano dei Medici sono corretti. Per correggerli o aggiungerne basta rispedire la busta con i dati integrati o corretti.

Ma cosa succede a rispedire la busta?

Questa pratica, già sanzionata lo scorso anno dall’Antitrust, si sta ripetendo ed è illegittima sotto diversi profili:

1) si tratta di una pubblicità ingannevole perché il destinatario della lettera fa difficoltà a capire che si tratta di una “offerta” commerciale;

2) ingannevole è anche l’uso della denominazione Registro Italiano dei Medici e il simbolo affiancato alla scritta, che ricordano quelli dell’ordine dei medici o di qualche ASL;

3) si tratta di una violazione delle regole della privacy in tutti i casi in cui i medici che ricevono questa lettera non abbiano prestato il loro consenso a ricevere pubblicità da questa società.

A proposito, si tratta di una società che ha sede in Portogallo, ma che chiede di rispedire la lettera in Germania.

Che fare?

Fate una segnalazione all’Antitrust e al Garante della Privacy. Si possono fare direttamente in internet in pochi minuti.

Non rispedite la lettera, a meno che non siate interessati a comparire nel “Registro” per la modica cifra di oltre cento euro al mese; se invece lo aveste fatto, vi consigliamo di non pagare e, se avete bisogno di aiuto, di rivolgervi alla Casa del Consumatore.

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