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Il “negozio leggero” ovvero dove comprare i prodotti sfusi…

La possibilità d’acquisto di prodotti sfusi e/o alla spina è cosa nota, tuttavia mi sembra che faccia fatica a decollare, anche per la pigrizia dei singoli consumatori, sempre disponibili a brontolare per i prezzi troppo alti, salvo poi ritrovarsi schiavi di certe comodità pagate poi a caro prezzo.

Questo negozio di Via Anfossi (Milano) mi interessa sia per la varietà dei prodotti offerti, sia per il fatto che bazzichiamo spesso da quelle parti, ragion per cui sarebbe buona cosa abbinare le incursioni da Eataly e/o al Globe con un rifornimento di caffè come di detersivo o altro.

Leggo poi sul loro sito che vi sono molti prodotti biologici e/o del mercato solidale e che, ad esempio, i detersivi siano completamente naturali, senza l’aggiunta di coloranti e profumazioni chimiche oppure che le uova provengano da galline rigorosamente allevate a terra, in un allevamento certificato biologico e alimentate con sementi autoprodotte e da agricoltura biologica.

Idea sicuramente interessante e fuori dagli schemi il fatto che sia possibile richiedere la consegna a casa e che la stessa sia effettuata in bicicletta (per ora a Torino).

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Questa possibilità d’acquisto dovrebbe essere comoda anche per le persone sole, dato che leggo che così come è vero che anche in Italia prende piede la pratica ormai consolidata in altri paesi del Sud Europa, di ridurre i formati per ridurre i prezzi, è anche vero che non sempre conviene.

Leggo su E-R Consumatori:

La tendenza a ridurre le dosi è in corso da tempo, ora si punta sul consumo immediato. È questa la tesi di Daniela Ostidich, sociologa dei consumi e presidente di Marketing & Trade, società di consulenza specializzata in distribuzione.

Dal 3×2 alla microdose, ma c’è la convenienza per chi compra?

La strategia è a lungo periodo ed è partita in tutta Europa, quindi molto probabilmente anche i nostri mercati introdurranno le mini dosi già presenti nei paesi del Sud del mondo, sull’onda dello slogan “se hai meno da spendere, compra meno”.

Il ragionamento non fa una piega, ma bisogna capire se non si traduce in un modo per far pagare di più, alla fine dei conti, magari anche del 20 o 30%.

In questi casi l’unica soluzione è ragionare sempre sul prezzo al chilo per valutare se alla riduzione della quantità corrisponda anche una variazione del prezzo corrispondente.

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