Moltissime ricerche scientifiche ed epidemiologiche segnalano che nel corso degli ultimi trent’anni il tasso di incidenza dei tumori è aumentato del 40 per cento in paesi come gli Stati Uniti, la Norvegia e la Svezia.
Sempre in questo lasso di tempo la progressione delle leucemie e dei tumori cerebrali tra i bambini è stato del 2 per cento annuo. Come spiegare questa epidemia inquietante, che colpisce soprattutto i paesi “sviluppati”?
Alla domanda risponde Marie-Monique Robin in questo libro choc, frutto di un’inchiesta condotta per due anni tra America del Nord, Asia ed Europa (anche in Italia). Nell’appoggiarsi su numerosi studi scientifici, ma anche sulle testimonianze dei ricercatori e dei rappresentanti delle agenzie di regolamentazione, l’autrice dimostra che la causa principale di questa vera e propria epidemia è di tipo ambientale.
In particolare per la presenza di decine di molecole chimiche che hanno invaso il nostro ambito quotidiano e l’alimentazione dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per questo, l’autrice ripercorre l’intera catena produttiva del cibo: dall’utilizzo dei pesticidi nei campi fino all’impiego di additivi e plastiche per uso alimentare nei nostri piatti.
Nel fare ciò mette a nudo il sistema di valutazione e omologazione dei prodotti chimici, attraverso gli esempi emblematici dei pesticidi, dell’aspartame e del bisfenolo A. E infine descrive le pressioni e le manipolazioni messe in atto dall’industria chimica per mantenere sul mercato prodotti altamente tossici.
L’opinione di Anissia Becerra che leggo su Il Fatto Alimentare
Marie-Monique Robin ha svolto un’accurata indagine sull’intero sistema produttivo del cibo nella società occidentale, descrivendo come i prodotti altamente tossici arrivano quotidianamente sulla nostra tavola, evidenziando responsabilità, omissioni e complicità.
«In pochissimi sanno che ogni anno circa 220mila persone muoiono per le conseguenze di un’intossicazione acuta dovuta ai prodotti fitosanitari o fitofarmaceutici. La cifra proviene da uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato nel 1990, secondo il quale si contano ogni anno tra 1 e 2 milioni di casi di avvelenamento non volontario, per incidenti legati alle attività di disinfestazione», scrive Marie-Monique Robin.
Non contenta, la giornalista francese indaga sulle connessioni tra la presenza di pesticidi e la crescente incidenza di gravi malattie, come certe forme di cancro (anche infantile), le leucemie e le patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson.
Perché nei paesi occidentali queste malattie sono in crescita esponenziale? Sono forse implicati i pesticidi e le sostanze chimiche che ingeriamo ogni giorno con il cibo? A queste e ad altre domande Marie-Monique Robin risponde senza far sconti a nessuno.
Per chi è interessato a certe tematiche alimetnari si tratta di un libro da leggere assolutamente alla stregua di altri come “Allarme pesce” di Charles Clover (Ponte alle grazie), “Fast foods nation” di Eric Sclosser (Marco Tropea editore) e “In difesa del cibo” di Michael Pollan (Adelphi).