Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Oli d’oliva vergini: ennesimo colpo di testa del legislatore italiano

un articolo di Dario Dongo e Bruno Nobile che leggo su Il Fatto Alimentare

Nella seduta notturna del 18 dicembre la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha definitivamente approvato un disegno di legge “sulla trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini”.

Sempre lieti della miglior tutela di uno dei testimoni del Made in Italy, proviamo a capire di che si tratta.

La nuova legge si articola in cinque capi, 17 articoli in tutto:

1) il capo I (“Norme sull’indicazione dell’origine e classificazione degli oli di oliva vergini”) definisce le modalità per l’indicazione di origine, procedure di accertamento da parte del “Comitato di assaggiatori”, pubblicazione dei risultati delle analisi degli oli di oliva vergini in apposita sezione del portale internet del Ministero delle politiche agricole,

2) il capo II (“Norme sulla trasparenza e sulla tutela del consumatore”) precisa il divieto di pratiche commerciali ingannevoli, definisce requisiti di illiceità dei marchi e ipotesi di reato connesse alla fallace indicazione nell’uso del marchio su oli vergini di oliva, chiarisce che il termine minimo di conservazione di tali prodotti non può superare i diciotto mesi dall’imbottigliamento,

3) il capo III (“Norme sul funzionamento del mercato e della concorrenza”) richiama i poteri dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulle intese restrittive del mercato degli oli di oliva vergini, impone agli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera di rendere accessibili agli organi di controllo e alle amministrazioni interessate le informazioni sull’origine degli oli in questione, subordina le vendite sottocosto ad apposite comunicazioni al Comune ove ha sede l’esercizio di distribuzione,

4) il capo IV (“Norme sul contrasto delle frodi”) fissa le responsabilità degli enti di controllo su illeciti amministrativi e notizie di reato, le sanzioni accessorie alla condanna per il delitto di “contraffazione di indicazioni di origine dei prodotti agroalimentari”, rafforza gli istituti investigativine processuali, e impone ai produttori di oli vergini, extravergini, e lampanti l’obbligo di costituire e aggiornare il “fascicolo aziendale”,

5) il capo V (“Norme finali”), leit motiv, stabilisce che dall’attuazione della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che la legge entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La gran parte delle disposizioni approvate collide con la normativa europea sull’etichettatura dei prodotti alimentari. Il disegno di legge, a onor del vero, é stato notificato su iniziativa ministeriale* alla Commissione europea il 21.11.2012.

(*) Procedura stabilita con le direttive 1998/34/CE (e successive modifiche) e 2000/13/CE,  notifica registrata a Bruxelles con il numero 2012/650/I

Ciò significa che, a prescindere dalla data dichiarata per l’entrata in vigore della normativa, la sua applicazione è automaticamente sospesa sino al 22 febbraio 2013, fatte salve ulteriori proroghe o diverse valutazioni dell’Esecutivo comunitario, anche a seguito di pareri circostanziati e osservazioni dei Paesi membri.

Come spesso accade, al di là delle motivazioni, l’Italia interviene sulla struttura delle norme comuni senza neppure avvertire – se non, tardivamente – il resto dell’Europa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: