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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Lumen

di Ben Pastor

Sellerio – Pagg. 432  – € 14,00

2489-3

Trama: Cracovia, ottobre 1939. Nella città occupata dalle truppe tedesche, è stata uccisa una suora venerata. Madre Kazimierza, badessa del Convento di Nostra Signora delle Sette Pene. Un colpo d’arma da fuoco ha disteso la sua figura, ieratica e austera in morte come in vita, nel mezzo dello spiazzo del chiostro. Aveva ricevuto le stimmate, la visitavano visioni e compiva rari miracoli.

La “Badessa Santa” era diventata l’oggetto di un culto disperato da parte della popolazione, stretta nella morsa del controllo della Wehrmacht. Incaricato delle spinose indagini è un giovane e aristocratico capitano, Martin von Bora. Presto si rende conto dell’incrocio sul capo della vittima di interessi diversi. Come possibile simbolo nazional-religioso, la Gestapo aveva aperto sul conto di lei un fascicolo, intitolato Lumen, luce; d’altra parte, il Vaticano aveva un inviato sul luogo con l’incarico di verificare la fedeltà dei prodigi.

Lo stesso superiore di Bora frequentava la suora nella speranza della guarigione del figlio. Inoltre, un denso, suggestivo mistero gli sembra proteggere quell’immagine di donna benedetta. L’ufficiale si trova impegnato su due fronti: da militare è coinvolto nella ferocia delle operazioni belliche. Da investigatore entra nelle pieghe più intime dell’ambiente religioso e civile polacco e negli odi latenti che dividono i tedeschi. E in entrambi gli impegni, dolorosamente lo corrode il dubbio e lo tormenta l’anima divisa tra l’obbedienza e il senso personale di giustizia.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Ho conosciuto Ben Pastor ed il personaggio Martin Bora leggendo la raccolta di racconti Natale in giallo;  al fine di facilitare il lettore interessato a conoscere meglio Martin Bora, copio la mia opinione espressa a suo tempo sul racconto Il giaciglio d’acciaio:

Erano bastate 33 pagine a catturarmi ed a spingermi ad acquistare alla prima occasione Lumen, il primo dei sette libri di Ben Pastor che vedono Von Bora attraversare le varie fasi del periodo bellico, alternando i suoi doveri di ufficiale dell’esercito con quelli di membro dei Servizi segreti e, non ultimo per quel che ci riguarda, di investigatore.

Chi mi legge abitualmente ricorderà quale sia il mio approccio alla guerra e che l’eventuale passione per un personaggio come di un periodo storico, non deve essere scambiato per un elogio della guerra, ma il contrario, in linea con quanto scritto a suo tempo circa il libro L’onore d’Italia di Alfio Caruso.

Mi ritrovo, da lettore, nelle parole di Ben PastorDall’esterno posso apparire affascinata da dicotomie inconciliabili: guerra e pace, passato e presente, crimine e giustizia, maschio e femmina, potere e mancanza di potere… Ma come è vero per i confini naturali, cioè che esiste sempre una terra di nessuno, mi rendo pienamente conto di tutto ciò che vive e brulica fra due opposti: qui è il succo, la scintilla e il pungiglione abitano qui; ed è qui che come persona, scrittrice e studiosa preferisco passeggiare.

Tornando a Lumen, devo dire che le mie aspettative non sono rimaste deluse; l’ho trovato un ottimo libro, veramente ben scritto, con personaggi mai banali; l’autrice riesce a trasmettere appieno la drammaticità dei momenti bellici, così come la profondità dei personaggi principali ovvero Martin Bora e Padre Malecki.

Nel racconto letto a suo tempo, ambientato nel 1943 a Stalingrado, Martin era un ufficiale ormai disincantato, ben conscio non solo degli orrori della guerra in sè, ma anche delle atrocità aggiuntive, che aveva conosciuto da subito in Polonia, nel settembre del ’39, anche se in scala minore rispetto a quello che sarebbe poi diventato l’Olocausto; in Lumen conosciamo il giovane ufficiale, che fa trasparire la coscienza critica che già nel corso dell’indagine sulla morte della Badessa, lo porterà a rivedere le sue opinioni, sia militari sia politiche.

La storia è sicuramente avvincente, senza essere un thriller, anzi, l’indagine procede lentamente a causa delle diverse implicazioni, religiose e politiche, che si intrecciano, ostacolando Martin Bora; da non trascurare poi l’eterno conflitto causato dall’ingerenza delle SS  nel lavoro dell’ufficiale della Wehrmacht che mal sopporta l’arroganza tipica dei membri delle  SS e che gli causerà alcuni problemi, a causa della sua  inesperienza giovanile e, di conseguenza, scarsa diplomazia. Attitudine questa che affinerà pagina dopo pagina.

E’ un ottimo libro, ma non è adatto a tutti, visto che alla fine la guerra (e le atrocità ad essa collegata) sono sempre presenti, seppur raccontate al meglio.

A chi apprezzerà il racconto di Ben Pastor, consiglierei la lettura della trilogia satirica  08/15 del Caporale Asch di Hans Helmut Kirst, ed il lacerante Niente di nuovo sul Fronte Occidentale di Eric Marie Remarque.

3 commenti su “Un libro: Lumen

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Questa voce è stata pubblicata il 8 febbraio 2013 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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