Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Luna Bugiarda

di Ben Pastor

Sellerio – Pagg. 356 – €  14,00 > lo vendo ad € 6,00 + spese spedizione

index

Trama: Martin von Bora, il detective-soldato della Wehrmacht che l’autrice ha ricavato liberamente dalla figura di von Stauffenberg, è di ritorno dall’inferno di Stalingrado da dove è riuscito a salvare il manipolo dei suoi soldati.

Lo ritroviamo, in questo romanzo, promosso maggiore e stanziato, sul finire del 1943, in un paese presso Verona. Vi svolge operazioni contro i partigiani, mentre incombe l’occhio delle SS che lo considerano politicamente poco affidabile.

Un attacco dei partigiani lo ha privato della mano sinistra, ma le ferite della guerra lo dilaniano nello spirito molto più che nel corpo.

A Lago, la località dov’è di stanza, il colonnello Habermehl gli chiede di indagare su un caso; è per un favore ai miliziani di Salò, che sperano di trovare nel tedesco un interlocutore più malleabile della polizia di Stato. Perché il morto è una specie di monumento del fascio.

Vittorio Lisi, un eroe mutilato, vicino a Mussolini, ricchissimo e dal prestigio carismatico. È caduto, investito da un’automobile sul viale della sua villa. Si sospetta della moglie Claretta, una sorta di fotocopia delle dive dei telefoni bianchi. Ma non mancano altre piste: mariti gelosi, strani giri di danaro, ragazze compromesse, invidie politiche.

Sull’omicidio indaga anche l’ispettore Guidi della polizia. Il funzionario, costretto a collaborare con Bora, non stravede per l’ufficiale della Wehrmacht.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Le prime pagine sono altamente drammatiche e coinvolgono il lettore affezionato a Martin Bora, qui vittima di un attacco partigiano, nel corso del quale subisce gravi ferite e, non ultima, l’amputazione di una mano.

In questa indagine,  il provato Martin Bora, non vuole entrarci, sono evidenti infatti gli intrecci politici collegati alla morte di Vittorio Lisi; implicazioni certo sgradite a chi, come Bora, è già nel mirino di SS e EGstapo, per altre ragioni che ben conosciamo.

(Consiglio vivamente di leggere i libri di Ben Pastor partendo dal primo, per poter capire al meglio Martin Von Bora, la sua evoluzione personale ed il suo percorso militare.)

In questa indagine ritrovo il Bora degli inizi, (Vedi: Lumen), ma ormai segnato dalla Russia, dove la drammaticità degli eventi, senza fine, ed il percorso mentale di Bora sono stati così ben raccontati in Giaciglio d’acciaio e che si sono ulteriormente sviluppati in Il cielo di stagno.

Ed ancora una volta esce il contrasto fra il militare di carriera, ligio al dovere che combatte senza tregua i partigiani nel veronese, pur conscio di star combattendo una guerra che si è rivelata sbagliata, e con rivolti disumani come la pulizia etnica e la caccia agli ebrei nella quale Bora, come militare con un alto senso dell’onore, ma anche a livello più personale, umano, non intende partecipare, anzi la ostacola, assumendosi notevoli rischi che lo spaventano, ma non lo fanno indietreggiare davanti alle allusioni sempre più precise, che si concretizzano in accuse da parte delle SS, consapevoli che è difficile fermarlo, vista la protezione indiretta che gli offre il fatto di appartenere ad una famiglia  aristocratica, con la presenza aggiuntiva del patrigno, generale in pensione, ma con ancora notevole influenza e potere.

Bora cerca l’Etica, dove non può essercene, non più. Si adatta, cerca di resistere, forte della sua educazione nobile e ferrea, che salvo rari cedimenti, lo sostiene anche durante il percorso di dolore fisico; dolore che diventa sempre più forte, che si mostra all’ispettore italiano, come all’altoatesino Moser che lo ospita per una notte e che ha occhi per vedere il tormento di Bora.

Come accade con certi peronaggi, cito Montalbano ad esempio, nei libri di Ben Pastor l’indagine passa in secondo piano, ed è sempre l’uomo, il personaggio, quello che ci attira e ci chiede di ascoltarlo, di capirlo, di seguirlo nel suo cammino.

Ed io come detto altre volte, in Bora mi ci vedo, per quel suo cercare di vivere con Etica e correttezza. A prescindere da tutto ciò, in ogni caso anche l’indagine, è all’altezza di quella di Lumen.

Della stessa autrice ho letto anche: LumenIl signore delle cento ossaIl cielo di stagno ed il racconto Il giaciglio d’acciaio (presente nel libro Un Natale in giallo)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 17 dicembre 2013 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: