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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Al solito, i pendolari sono abbandonati a se stessi

L’amico Gigi non ha ancora digerito i disservizi che in dicembre hanno causato situazioni di pesante disagio a 700.000 pendolari lombardi ed oggi mi scrive in merito allo sciopero indetto per domani dal Sindacato Orsa dei dipendenti di Trenord:

Dalle 3.00 di domani alle 2.00 di mercoledì, come tu saprai, l’Orsa ha indetto uno sciopero. Verranno garantite le fasce orarie  dalle 9.00 (mi sembra) alle 12,00 e dalle 18.00 alle 21.00 e tutto fin qui, nonostante sia sempre una grossa scocciatura, va bene.

Questa mattina, leggo che diversamente da quanto avvenuto in precedenti occasioni, non sono garantiti i treni per i quali è previsto un orario di arrivo oltre le ore 9 e le ore 21, anche se la loro partenza sarebbe prevista nelle fasce di garanzia.

Cosa vuol dire questo, se io prendo, come ogni mattina il treno delle 8,44, rischio di rimanere scaricato, (uso questo termine, perché siamo trattati come pacchi postali) a metà strada, senza poter raggiungere il mio posto di lavoro.

Mi sembra una cosa assurda e scorretta.

È giusto che i dipendenti Trenord, difendano il loro posto di lavoro e  il loro contratto, ma di noi pendolari perché nessuno si preoccupa?

Perché dobbiamo subire senza che nessuno trovi una soluzione hai nostri problemi, che sono tanti.

Ad esempio, è da dopo Natale, che viaggio in piedi, perché hanno ridotto il Treno, Malpensa Express e nonostante questo continuo pagare un’abbonamento di prima classe.

Mi spiace dirlo, ma dobbiamo cominciare a fare qualcosa di serio, (preferisco non dire cosa) sia mai che magari, qualcuno si accorga di noi.

Faccio a me e a tutti i pendolari gli auguri per un “BUON VIAGGIO”

 

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