Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Micotossine: il pericolo per la salute c’è

Altroconsumoun articolo che leggo su Altroconsumo, tuttavia suggerisco di integrare il tutto leggendo anche l’articolo (vedi anche i link presenti nel testo) di Dario Dongo e Roberto La Pira che ho letto sul Fatto Alimentare e che segnala anche la cattiva informazione in merito, grazie alla stampa ed all’inevitabile bufala che imperversa da anni circa il grano ammuffito della Barilla.

°°°

Le micotossine sono presenti in molti alimenti, soprattutto cereali, frutta secca, legumi, spezie, cacao, caffè, latte. Il loro impatto sulla salute dipende dalla quantità (in generale non provocano effetti negativi immediati, ma sul lungo periodo) e dal tipo di tossina.

Le più pericolose sono le alfatossine e tra queste la B1 contenuta principalmente nel latte, considerata cancerogena per il fegato. Altre provocano disturbi gastrointestinali o hanno tossicità neurologica, renale, sul sistema immunitario e riproduttivo.

Abbiamo portato in laboratorio alcuni campioni di alimenti a base di cereali, come pasta e pane, per ricercare sia le micotossine per le quali esistono limiti di legge, sia quelle non ancora regolamentate. Le analisi dimostrano che la presenza di queste sostanze nel cibo che acquistiamo è sottostimata. Per alcune micotossine che non hanno ancora un limite di legge, infatti, il rischio di superare la quantità giornaliera massima accettabile consumando alcuni dei cibi analizzati è un’eventualità concreta.

Le micotossine sono prodotte da alcune muffe che si sviluppano in campo su alcune piante, sia a causa di determinate condizioni climatiche, sia in seguito a stress cui sono sottoposte, come l’attacco di insetti e volatili. Sono quindi tossine naturali. Gli alimenti più esposti sono i cereali, come mais, frumento, orzo, segale e avena, ma anche spezie, frutta secca e caffè. Alcune micotossine, tra quelle più pericolose, possono entrare nella catena alimentare anche attraverso la carne suina, di pollo, uova, formaggio e latte.

Eliminare completamente questi contaminanti naturali è impossibile. Ma si può cercare di contenere l’esposizione della popolazione entro dosi tollerabili. Come? Prima di tutto obbligando il settore agricolo a migliorare le pratiche in campo e lo stoccaggio degli alimenti. In seguito, praticando numerosi controlli su tutta la filiera.

Per saperne di più.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: