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Ristoranti: non passa il provvedimento anti-oliere. La lobby dei ristoratori nel Nord Europa è più forte

in sintesi un articolo di Alberto Grimelli che leggo su Il Fatto Alimentare

Dopo un tira e molla istituzionale, e un percorso durato quasi due anni, le oliere non scompariranno dalle tavole dei ristoranti europei dal 1 gennaio 2014. Eppure i Paesi produttori sembravano avercela fatta.

A mettersi di traverso sono state l’Inghilterra e l’Olanda che hanno dato il via a una campagna stampa per cui il Commissario europeo Dacian Cioloş, dopo una sola settimana dall’annuncio del provvedimento, ha fatto retromarcia perchè “evidentemente i consumatori non lo vogliono”.

Evidentemente la lobby dei ristoratori nel Nord Europa è più forte e potente che non in Italia, visto che dai locali pubblici della penisola le oliere dovrebbero essere scomparse da tempo, in virtù di una legge del 2006 che le proibisce, con l’intento di tutelare avventori e produttori.

La levata di scudi della ristorazione del Nord Europa è giustificata da un’abitudine ormai radicata, ovvero servire una ciotolina con l’olio per intingerci il pane prima di servire il pasto. Uno stuzzichino. Resta però ignota la qualità dell’olio aggiunto nella ciotolina, così come la provenienza e ogni altra informazione.

Presentare a tavola una bottiglia dà sicuramente molte più garanzie di genuinità, qualità e provenienza rispetto all’olio anonimo della scodellina. Tra l’altro questa abitudine poteva continuare, servendo a fianco della ciotolina, una bottiglia d’olio da cui l’avventore poteva servirsi.

Secondo il primo ministro olandese Mark Rutte, l’approvazione del provvedimento sarebbe stata contro l’ambiente, per lo spreco di vetro dovuto all’obbligo di usare bottiglie  con tappo anti-rabbocco come previste dall’originario regolamento comunitario. Il vetro però è uno dei pochi materiali interamente riciclabili e i paesi del Nord Europa, secondo le statistiche, sono all’avanguardia proprio nella raccolta differenziata e nel riciclo.

Secondo le organizzazioni dei principali paesi produttori di extra vergine, il varo del provvedimento avrebbe dato impulso all’export, che solo per l’Italia vale 450 milioni di euro all’anno. La prova è il Portogallo, in cui la legge sul tappo anti-rabbocco, unitamente al divieto delle oliere al ristorante, ha dato ottimi risultati.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 giugno 2013 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , , , .
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