Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Milano: Ehi pendolare, usa i mezzi pubblici, non l’auto. (Sottotitolo: che poi ti sistemo io)

Abbiamo letto spesso l’invito a pendolari (e non) ad utilizzare i mezzi pubblici, lasciando a casa l’auto, cosa questa che molti sono costretti a fare “a prescidere” visti i costi di gestione, tra aumenti del carburante, assicurazione, bolli, strisce blu oppure Area C.

I passeggeri sono quindi aumentati, ma va da sè che se utilizzi i mezzi pubblici con regolarità, non conviene utilizzare il biglietto singolo, ma sottoscrivere l’abbonamento.

In sintesi, il cittadino risparmia ed intanto aderisce all’invito di non usare l’auto. Migliorano il traffico, la sicurezza (in teoria), la qualità dell’aria. Se non fosse che…

In questi giorni si legge dell’ipotesi che prevede l’aumento dei biglietti se non degli abbonamenti. Non tanto, solo il 20% in più, uno scherzetto che a chi usufruisce della rete urbana costerà 8 € in più al mese (= 96 € all’anno).

costo-biglietti-atm_pop

Ci si dimentica però di quelli che sforano la Rete Urbana, come ad esempio l’amica Nadia che lavora a Segrate, per cui il suo abbonamento costa, attualmente, € 49,50.

Con l’aumento del 20%, costerà 59,40 € ovvero quasi 120 € in più all’anno, il che non è poco se già stai facendo i salti mortali per far quadrare il bilancio familiare.

Si legge anche, infatti, che:

“Le famiglie milanesi sono in difficoltà. Quasi indifese di fronte a una crisi che, al momento, non sembra voler arretrare. E che anzi segna sempre più il loro portafoglio. Tanto che la storica propensione al risparmio sembra ormai una tradizione desueta. Sette famiglie su dieci, infatti, anche volendo, non hanno la possibilità di mettere da conto un solo euro. Tagliato tutto il tagliabile, l’intero reddito esce per le esigenze quotidiane o improcrastinabili: dalla casa al mangiare, fino ai trasporti e al mutuo.”

A prescindere da tutto questo, resta il fatto che il servizio offerto dai mezzi pubblici spesso non è all’altezza; mi scrive infatti Nadia che:

“Io faccio due fermate oltre il limite urbano (ospedale S. Raffaele), ma il buffo è che spesso devo scendere proprio all’ospedale e farmela a piedi, perchè non tutte le 925 vanno oltre, ma ritornano a Cascina Gobba. Ma se davverò aumenterà così tanto, farò solo l’urbano e poi andrò a piedi. Non se può più, aumenta tutto. Ed io non ce la faccio più.”

In chiusura quello che leggo su SicurAuto, con parole che mi sono state letteralmente tolte di bocca:

Resta da capire la posizione del sindaco Pisapia in materia di mobilità. Fa di tutto per disincentivare l’uso dell’auto, piazza un ticket d’ingresso al centro storico salatissimo (5 euro per l’Area C), fa disegnare strisce blu costosissime ovunque; poi però alza il biglietto del tram (uno dei suoi primi provvedimenti), e ora fa schizzare alle stelle gli abbonamenti.

Una politica un po’ ambigua e ondivaga, che però garantisce un incasso per le casse di Palazzo Marino.

Ma che cosa c’entra tutto questo con la mobilità sostenibile e con la lotta allo smog? Nulla.

Possibile che i 25 milioni di euro di Area C, più i 50 milioni di euro di multe in un anno per chi non ha pagato il pedaggio, non siano abbastanza? E a fronte dei rincari, perché la qualità dei mezzi pubblici non sale mai?

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23 luglio 2013 da in Consumatori & Utenti con tag , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: