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Contatori intelligenti, polemiche senza fine

Da quando sono stati sostuituiti i vecchi contatori, che richiedevano la lettura da parte dell’addetto, ed è avvenuto il passaggio obbligatorio a questi elettronici che dovrebbero permettere la telelettura le fatturazioni, sono sempre basate sulle stime, con conguagli che arrivano ogni 6 mesi circa e dei quali ovviamente non è possibile verificare la veridicità.

Ed infatti le fatture Eni dei miei genitori è da 9 mesi che riportano il valore stimato, senza dimenticare che spesso la luce non viene neanche addebitata perchè non hanno i dati.

3 lettura luce… e neanche a farlo apposta, proprio questa mattina è arrivata la bolletta emessa il 7 novembre (11 giorni fra l’emissione e l’effettiva disponibilità? E meno male che non la devono inviare per posta ordinaria. )

Ed alla voce Riepilogo letture e consumi fatturati, potrete vedere come siano restituiti 1493Kw  fatturati in acconto pari a – € 253,67.

eni luce letture

Fortunatamente avendo aderito al Gruppo di Acquisto di Altroconsumo ora stanno passando a Trenta che tra l’altro offre un prezzo decisamente migliore.

E non è detto che dopo aver valutato la loro esperienza con il nuovo fornitore, che non me ne vada anch’io da Enel che mi sembra più cara e non di poco…

In azienda il nostro forniture di energia elettrica è Lifegate Energy, società che ha dimostrato più volte la sua correttezza e collaborazione, tuttavia si va avanti con le letture stimate, ma dove gli importi sono ben diversi e quindi i conguagli, che siano in più oppure in meno, fanno ballare diverse centinaia di Euro, con delle situazioni a dir poco strane con A2A che comunica al mio fornitore picchi di consumo in agosto così come a dicembre ovvero i mesi in cui causa ferie e/o festività, si lavora (e si consuma) di meno.

° ° °

un articolo che leggo su Il Salvagente

Il servizio sui contatori dell’Enel pubblicato dal settimanale Il Salvagente non è passato inosservato. E ha provocato moltissime reazioni: le interrogazioni di alcuni parlamentari, la risposta del ministero dello Sviluppo economico, e naturalmente la precisazione dell’Enel.

Quest’ultima, in particolare, ci tiene a precisare che non c’è stato alcun sequestro o confisca di contatori sprovvisti delle marcature necessarie e moltre altre cose che riportiamo fedelmente qui di seguito.

Caro direttore, ci riferiamo all’articolo “I contatori intelligenti parlano più cinese che europeo” e ai successivi articoli pubblicati dal vostro giornale in queste settimane, per fare alcune, doverose precisazioni.

Nei pezzi sono infatti presenti numerose inesattezze, a partire, appunto, dal titolo del primo che suonerebbe più correttamente “I contatori intelligenti parlano più europeo che cinese”, visto che oltre il 60% dei dispositivi di misura viene prodotto nel vecchio continente.

Più che di “lingua” si dovrebbe parlare quindi di progettazione, che è tutta italiana e di proprietà di Enel, la quale si è avvalsa anche della collaborazione di società specializzate nel settore.

Il marchio CE, non sta quindi per “China Export”, ma indica invece la conformità con le norme comunitarie di tutti i contatori Enel, sia quelli prodotti ante MID, sia quelli prodotti successivamente e recanti anche il marchio M.

Infatti, anche i contatori elettronici prodotti e installati prima dell’entrata in vigore del dlgs n. 22 del 2 febbraio 2007, che recepisce la direttiva europea MID, sono stati realizzati conformemente alle norme tecniche in vigore nel periodo e certificati dall’ente di certificazione accreditato, Istituto Marchio Qualità (Imq), il tutto secondo le normative tecniche italiane, europee e internazionali vigenti, al fine di garantire la conformità e la qualità di tutti i 32 milioni di contatori prodotti e installati.

E non corrisponde al vero neanche che vi siano differenziazioni tecnologiche tra i contatori ante MID e post MID, in quanto le normative tecniche per i contatori di elettricità non hanno subito nel tempo differenziazioni sostanziali.

Di conseguenza, le garanzie aggiuntive fornite dalla certificazione MID sono da considerarsi operanti appieno anche sui contatori Enel realizzati prima dell’entrata in vigore di tale direttiva.

È poi errata anche l’asserzione che la legge 186/68 sia riferita ai soli elettrodomestici e non ai contatori.

In realtà, tale legge disciplina tutti i materiali, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, etc, stabilendo che essi devono essere costruiti a regola d’arte e chiarendo che i materiali e le apparecchiature costruiti in conformità alle norme tecniche emesse dal Comitato Elettrotecnico Italiano sono considerati realizzati a regola d’arte.

Dunque questo si applica anche ai contatori di elettricità e a differenziare questi dagli elettrodomestici sono le diverse norme tecniche specifiche di ciascun prodotto.

Per il contatore ad esempio si sono applicate le norme CEI EN 61036, 61268, etc, a riprova che sono stati realizzati a regola d’arte secondo la legge.

Ma anche di più, visto che il contatore elettronico Enel è progettato e certificato per la classe di errore B (corrispondente a +/- 1%) che non soltanto è migliore di quella dei contatori elettromeccanici, ma anche di quella che la direttiva europea MID, e il relativo dlgs di recepimento citato prima, stabilisce per i contatori destinati alla clientela diffusa, ovvero la classe A.

Tale classe, peraltro utilizzata in diversi paesi europei, è equivalente alla classe di errore +/- 2%, come nel caso dei vecchi contatori elettromeccanici.

Si riporta per completezza quanto definito nell’allegato MI003 paragrafo 7.a: “….qualora uno Stato membro prescriva la misura dell’uso residenziale, esso consente che tale misura sia effettuata per mezzo di qualsiasi contatore della classe A. Per scopi specifici lo Stato membro è autorizzato a prescrivere qualsiasi contatore della classe B”.

Un ulteriore elemento questo, a riprova dell’attendibilità delle misure rilevate dal contatore, che non esclude ovviamente la possibilità da parte del cliente di verificarne il corretto funzionamento.

Riguardo quest’ultimo punto, Enel si attiene scrupolosamente a quanto disciplinato dall’Autorità per l’Energia elettrica e il gas a tutela soprattutto del cliente, che può effettuare controlli in proprio e/o con l’ausilio di esperti, poiché il contatore Enel è accessibile ai clienti finali, una pratica che in molti paesi europei non è consentita.

È poi assolutamente destituita di fondamento la notizia che contatori Enel siano stati confiscati o distrutti perché “sprovvisti delle marcature necessarie per definirli legali”, così come non risponde al vero che siano state comminate sanzioni a carico di Enel.

Infine una precisazione riguardante i contatori Enel e Acea, che secondo l’autrice degli articoli sarebbero “gli stessi”. In realtà, si tratta di due progetti distinti, che utilizzano soluzioni tecnologiche differenti ed Enel non è stata coinvolta né nella progettazione, né nella realizzazione dei misuratori della utility romana.

Enel Relazioni Esterne

° ° °

Come giornale ci teniamo però a precisare che proprio il ministero dello Sviluppo economico ha confermato che la regolamentazione normativa di questi apparecchi risultava “lacunosa”.

Che ci sono molti contatori non omologati legalmente, non controllati da un ente terzo e che riportano un simbolo CE graficamente scorretto, che assomiglia al CE simbolo universale di China Export e non a quello della Comunità europea.

Prendiamo ovviamente atto delle considerazioni che ci ha voluto inviare Enel, ma la questione sull’omologazione e sulla simbologia resta tutta.

Quanto alla legge 186/90 che disciplina elettrodomestici come i frullatori (che devono essere “solo” costruiti a regola d’arte), sappiamo bene che i contatori sono soggetti a queste norme. Ma –  e anche qui ci ripetiamo – non essendo “solo” dei frullatori devono “anche” subire una verifica legale preventiva da parte dello Stato, così come succede a qualunque strumento di misura.

In merito al sequestro o confisca di contatori sprovvisti delle marcature necessarie, anche in questo caso registriamo questa informazione.

Giornalisticamente appuntiamo solo che contrasta con la versione fornita dal responsabile dell’Ufficio metrico della Camera di Commercio di Milano che, nella trasmissione del 24 settembre di “Mi Manda Raitre“, aveva detto esattamente il contrario.

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3 commenti su “Contatori intelligenti, polemiche senza fine

  1. Pingback: Il libero mercato? A ben vedere un mix di scorrettezza, inefficienza e… | Paoblog

    • paoblog
      1 dicembre 2015

      Per questa volta il commento è approvato, ma si invita a lasciare un commento, nel caso integrato da un link a supporto e non solo quest’ultimo.

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