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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Incidenti: a Milano e Verona diminuiscono le vittime. Anche grazie all’autovelox che c’è davvero

Nel comue dove abito hanno installato alcune postazioni Speed Check (che poi vorrebbe dire Controllo velocità) che ovviamente non sono quasi mai attive, come spiega Caprino, perchè non c’è la pattuglia di vigili. Quindi soldi buttati via…

In corrispondenza del box il limite è stato abbassato a 30 kmh, impossibili da rispettare, a meno di non voler rischiare il tamponamento e/o la lite (che di gente intemperante ce n’è parecchia…).

Tempo fa uno di questi box, posto tra l’altro nelle vicinanze di un dosso troppo alto (per cui irregolare), è sparito. Chissà forse il fatto che il dosso rallentasse già la velocità, ha resa superflua l’installazione. Pensarci prima di metterlo, no?

A scanso di equivoci non ce l’ho con i conrolli di velocità, purche siano fattio come si deve ovvero senza abbassare artificiosamente i limiti per incassare più multe; per quel che mi riguarda, ad esempio, possono mettere il Tutor sull’intera rete autostradale.

di Maurizio Caprino

Oltre a Polizia e Carabinieri, anche i Comuni più diligenti stanno dando – alla spicciolata – i dati sugli incidenti stradali rilevati nel 2013 dai propri corpi di polizia locale. Così Milano annuncia il numero di vittime più basso di sempre e oltre il 90% di pirati della strada individuati. Risultati positivi anche a Verona, dove si sono diffusi in un’analisi interessante.

Le rilevazioni dei vigili veronesi confermano le preoccupazioni su ciclisti e anziani (questi ultimi non tanto per l’incapacità di guidare un’auto, quanto per il fatto che spesso sono pedoni o ciclisti, quindi particolarmente esposti al rischio di essere investiti.

Non solo: se guardate la presentazione elaborata dalla Polizia locale di Verona, vi accorgete che la città è stata mappata localizzando tutti gli incidenti più gravi: avere subito il resoconto annuale di dove sono avvenuti consente di capire rapidamente quali interventi fare, sia a livello di controlli dei vigili sia a livello di modifiche alla strada (asfalto, segnaletica eccetera).

Questo non è banale, perché i fattori di rischio cambiano di continuo nel tempo: basta, per esempio, l’apertura di un grande negozio per creare problemi prima sconosciuti e imprevedibili.

Da segnalare pure il risultato della postazione autovelox sulla Tangenziale Nord, che ha abbattuto del 30% la velocità del traffico e da 77 (nel 2010) a 19 gli incidenti. Così quell’arteria è scesa dal primo al diciassettesimo posto nella classifica di incidentalità delle strade nel territorio comunale.

Quella postazione, in realtà, è una delle contestatissime postazioni Speed Check, che sono note per non avere quasi mai il misuratore di velocità dentro (per legge, essendo in città, non possono funzionare in automatico ma necessitano della presenza di una pattuglia, che raramente è disponibile), per cui l’effetto deterrente non dura a lungo.

A Verona, invece, si fa di tutto per garantire che i controlli ci siano davvero e quindi l’effetto deterrente rimane. Non solo: i ricorsi sono stati azzerati.

Evidentemente, le “regole d’ingaggio” sono state chiarite dal Comune (non a caso, il calendario dei controlli è sul sito istituzionale dal 2007) e la gente non ha molto su cui basare un ricorso.

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