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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Blues di mezz’autunno

di Santo Piazzese

Sellerio – Pagg. 161 -€12,00 > lo vendo ad € 6,00  + spese spedizione

Blues di mezz'autunno - € 5,00

Trama: Lorenzo La Marca, lo svagato detective dei gialli palermitani di Santo Piazzese, si trova ad Erice, ad un workshop del Centro Ettore Majorana. Mentre gironzola qui e là in cerca di riparo dalla inesorabilità del sole e dei colleghi, fa un incontro inatteso: l’amico dei primi anni di Biologia. Rizzitano, si chiamava, ed era sempre stato tanto capace di navigare tra uomini e donne quanto La Marca era impacciato.

La rievocazione inevitabile s’impunta su una zona della memoria evidentemente sensibile: l’isola della Spada dei Turchi. E qui cambia la scena. L’ironia e il parlare per allusione e contrasti, tipici della spavalderia autocritica del personaggio, si modula, a poco a poco, al tono del ricordo. La mente torna agli inizi di La Marca, il ritratto del personaggio da giovane.

Un pugno di anni di tanto tempo prima, studente alle prime armi, il suo professore, per studiare certi pesci, lo imbarcava su un peschereccio, il “Santa Ninfa”. Navigando con gente di mare, gli era piaciuto scoprire cose immaginate sui libri di scienze e di avventura ma, una volta, s’era invaghito di un’isola della costa siciliana, la Spada.

Ci vivevano “gli stravaganti” – così gli altri isolani chiamavano la colonia di individui finiti là, ognuno venuto da lontano, ognuno per ragioni diverse, qualcuno a viverci stabilmente, altri a ricercare periodicamente se stessi. Gravitavano intorno a un bar dal nome incongruo, fondato nel dopoguerra da un friulano precipitato in quello scoglio insieme alla moglie bellissima.

Letto da: Paolo

Opinione personale:  Ben conosco Lorenzo La Marca e mi spiaceva che Piazzese non avesse scritto altri libri. Copio un passaggio della sinossi che ben riassume questo romanzo che ci mostra il La Marca prima che diventasse quello che è ora:

In questo lungo racconto di mare e di costa, calibratissimo tra l’ironia, la nostalgia e la tensione, si narra insieme la formazione di un uomo e la nascita di un personaggio, l’una attraverso l’altra, reciprocamente, esercizio di lettura e di letteratura sulla letteratura. Il cui cuore pulsante potrebbe essere laforza ambigua del mistero, di cui si spera e si teme la soluzione.

Credo possa essere una lettura adatta sia per chi già conosce il personaggio, sia per chi vuole prendergli le misure prima di ritrovarlo più maturo, nelle sue indagini. Dal mio punto di vista l’ho trovato molto piacevole.

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