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Mit, il conservante pericoloso che trovi in troppi prodotti

attenzionein sintesi un articolo che leggo su Il Salvagente

Il nome è quasi impossibile da pronunciare, eppure sicuramente a tutti sarà capitato di farne uso: il methylsothiazolinone (Mit) è, infatti, uno dei conservanti più impiegati sia nei prodotti cosmetici (per grandi e piccoli) che nei detergenti domestici, per la pulizia della casa, dei piatti e del bucato.

Basta osservare qualche etichetta per constatare come il Mit sia davvero un po’ ovunque e che evitarlo non sia impresa facile, come denuncia un’inchiesta del Salvagente in edicola. Eppure, alla luce dei fatti, più se ne sta alla larga, meglio è.

È infatti ormai conclamato che questo potente battericida (che si trova da solo o, più spesso, in coppia con il methylchloroisothiazolinone) sia fortemente allergizzante e che ad esso sia sensibilizzata buona parte della popolazione mondiale.

A “condannare” definitivamente il Mit non è  solo il settimanale dei diritti dei consumatori, sono stati, a dicembre, gli esperti del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (Cssc).

Secondo gli esperti, nei cosmetici  senza risciacquo, nessuna concentrazione può dirsi sicura.

Negli altri cosmetici, invece, può essere ammessa una presenza pari dello 0,0015% (15 ppm) anche se con qualche riserva: il Comitato ha infatti riconosciuto che le conoscenze in merito sono ancora frammentarie e che l’esposizione della popolazione da altre fonti non è ancora pienamente conosciuta.

I politici della Commissione europea dovranno partire da qui e da queste conclusioni per aggiornare il regolamento e costringere, per legge, i produttori a eliminare o limitare l’uso di questa sostanza.

A onor del vero, ancora prima di questo pronunciamento il Cosmetics Europe, l’organismo che rappresenta le industrie aveva raccomandato ai suoi aderenti di non utilizzare più il Mit, almeno nei cosmetici senza risciacquo.

Il Salvagente lo ha trovato facendo una ricerca tra i prodotti destinati alla prima infanzia che non prevedono risciacquo, come le creme per il cambio pannolino e i latti detergenti.

Ma, come detto, il Mit è ampiamente presente anche nei detergenti domestici: nei detersivi per bucato, in quelli per lavare i piatti e, ancora più grave, negli ammorbidenti.

Prodotti da sempre considerati “problematici”, perché a differenza dei detersivi subiscono meno risciacquo e persistono di più sui tessuti, rilasciando le loro sostanze chimiche sulla pelle.

12 commenti su “Mit, il conservante pericoloso che trovi in troppi prodotti

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  4. Poppea
    24 febbraio 2014

    ho acquistato in farmacia cosmetici della Evoc e non ho trovato tracce del mit (quello dal nome impronunciabile) nemmeno sul liquido struccante, tra l’altro dato in omaggio insieme al mascara

  5. Morbida Dolcezza
    11 febbraio 2014

    Mia mamma usa da una vita la crema Cera di cupra e si è sempre trovata benissimo.

    Una volta le avevo regalato una crema della La Prarie (costosissima) e quando l’ha messa le lacrimavano gli occhi e sentiva la pelle pizzicare (saranno tutti i siliconi e i derivati del petrolio che hanno queste creme blasonate).

    Oltretutto mia mamma è perfetta per testare le creme perché è allergica al nichel ed ha una pelle delicata e basta davvero pochissimo perché la sua pelle faccia reazione.

    In effetti la Cera di Cupra non le ha mai dato nessun problema per cui è proprio il caso di dire: minima spesa massimo rendimento

  6. Poppea
    11 febbraio 2014

    Ho controllato i cosmetici, nel latte detergente dell’oreal c’è il methilpaben ma non quell’altro.

    L’atro l’ho trovato nel tonico della Venus e della Cupra , mentre sia il latte che il tonico della Garnier non è presente ma c’è il methipaben o un nome simile, nella cera di Cupra non sono presenti che cera vergine d’api e oli, ma se è vero o no non saprei.

    Comunque mi sembra che sia più presente nel tonico che non nel latte, poco male perchè al suo posto si può usare dell’acqua, al limite distillata, per rimuovere il latte.

    • Madamin
      11 febbraio 2014

      Che brava Poppea, io invece non uso nessuno di questi prodotti perciò sto un po’ più tranquilla (acqua e sapone). Devo però guardare i bagnoschiuma, anche se non ho visto segnalazioni sui bagnoschiuma…..

  7. Poppea
    10 febbraio 2014

    Io, come tua moglie e su tuo consiglio, uso l’olio di argan e la cera di cupra che non ho controllato, ma dopo che mi sono pulita il viso col latte detergente inizio a sternutire

  8. Poppea
    7 febbraio 2014

    Azz devo controllare il latte detergente

    • walter rin..
      7 febbraio 2014

      Buongiorno Poppea!
      Ti conviene veramente controllare, c’è quasi ovunque.
      Fa paura ‘sta roba……

  9. walter rin..
    6 febbraio 2014

    Paoblog ho controllato le varie etichette dei miei detersivi e c’è ovunque………….

    • paoblog
      6 febbraio 2014

      appunto… 😦 … e se fai controllare alla moglie i suoi cosmetici… va a finire che se li autoproduce 😉

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