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Consumatori & Cittadini: la politica dello struzzo, secondo me non paga…

Ieri mi sono fatto una chiacchierata a distanza con Poppea, facendo riferimento all’insicurezza alimentare, alla luce anche del recente sequestro, in un ‘azienda gestita da un cinese, di pesce scaduto da 6 anni ed agganciandomi al sequestro fatto tempo fa di bolle di sapone (quindi un prodotto per bambini!) nelle quali sono stati trovati batteri fecali oltre a qualsiasi limite; ho trovato significativo il suo ultimo commento, che attesta chiaramente il comportamento dei singoli, che piuttosto che essere Consumatori informati e quindi consapevoli, preferiscono girarsi dall’altra parte.

Poppea: Sta a noi non comperare

Paoblog: infatti, tutti a lamentarsi e poi comprano; io, si sa, magari giro una settimana ma se posso non compro cinese; più volte in negozi ho chiesto alla commessa: ma dove lo fanno? In Cina? Allora non lo compro…

Poppea: Idem per me

Paoblog: l’italiota è bravo a brontolare, urlare, strepitare, poi quando si tratta di fare , fosse anche evitando un acquisto e cercando con più attenzione, esce fuori il “chi se ne frega, fossero questi i problemi” e va oltre l’ostacolo, ma il problema resta e lo paghiamo tutti, lui compreso

Poppea: Certo, ma gli italiani siamo indolenti si sa; i tuoi articoli li inoltravo un po’ a tutti poi qualcuno mi ha detto ”ci fai spaventare” allora ho evitato ed inoltro solo a chi ha fatto specifica richiesta e vuole essere informato, gli altri si fottano.

Paoblog: Mi è capitato di andare al supermercato il giorno dopo aver letto un articolo che parlava degli additivi (evitabili) che sono presenti in molti yogurt; mi sono quindi fermato davanti allo scaffale per controllare le etichette ed intanto spiegavo a mia moglie il tutto.

Di fianco a noi un’altra coppia era impegnata a scegliere gli yogurt e si sono fermati ad ascoltare quello che dicevo. Si sono mostrati sorpresi ed hanno quindi riposto il vasetto che avevano preso, ma dopo uno sguardo d’intesa, lo hanno rimesso nel carrello.

Pigrizia, disinteresse, scarsa attenzione…? Resta il fatto che ognuno di noi ha la possibilità di scegliere, ma poi la maggioranza compra quello che è abituato a comprare oppure facendosi influenzare dalla pubblicità.

Ed allora non è l’etichetta da cambiare, ma la testa del consumatore ovvero è necessario educarlo all’acquisto consapevole. Io resto della mia idea: il consumatore informato FA la differenza. 

Fortunatamente non siamo tutti italioti, ci sono persone che vogliono il rispetto dei loro diritti e che, come Francesco l’Indispettito, (utente Italiacom) si impegna in prima persona perchè:

La battaglia continua, per chi verrà dopo; probabilmente non mi porterà ad alcun vantaggio personale, ma se dalla mia vicenda qualche persona perbene ne trarrà vantaggio (almeno in termini di correttezza/trasparenza), ne sarà comunque valsa la pena…”

Abbiamo poi chi capisce che essere informati è il primo passo per essere tutelati, anche se allo stato dei fatti dovremmo parlare di autotutela, che se non ci aiutiamo fra di noi…

A conferma di quanto detto, proprio ieri mi ha scritto Nicola (altro utente Italiacom):

“…devo dire che in questi mesi seguendo il blog e i vari commenti, per me si è aperto un mondo nuovo e allo stesso tempo fatto di una miriade di difficoltà e magagne per i consumatori, ma questo spazio è stato veramente utile.”

Mi scrive Fabio, un utente Italiacom che, come gli utenti Eni, sono fra i più tosti:

grazie a Voi e al blog ho imparato a “difendermi” (per quel che ne è valso). E’ vero che ho speso un sacco di soldi tra telefonate e raccomandate, è vero anche che ho perso il mio vecchio numero di tel, mio da oltre 20 anni.

Ho però risparmiato i soldi di un mese di canone e i costi di disattivazione e gli ho chiesto danni per oltre 1.000 euro. Infine per quel poco che vale mi sono tolto la soddisfazione di denunciarli a CORECOM e all’AGCOM. Tutto questo grazie a Voi e al Blog.

Insomma mi sento un drago per non aver accettato supinamente i loro soprusi.  Continuerò a seguirVi ed a seguire il blog e volevo dire a PAO che mi “ritrovo” nell’ultimo scritto sulla vicenda. grazie di tutto.

4 commenti su “Consumatori & Cittadini: la politica dello struzzo, secondo me non paga…

  1. Poppea
    26 febbraio 2014

    Ben detto a volte se si sanno le cose si possono evitare, se pensi però che ci sono persone che continuano a fumare nonostante sul pacchetto c’è scritto che fa morire, figurati se si scandalizzano per un additivo in più nello yogurt. Ieri sono andata al conad e ho visto una confezione di lupini in salamoia, mi piacciono molto e volevo acquistarne. Ho letto i componenti e c’era un additivo che non mi convinceva, credo un esaltatore di sale ma nel dubbio li ho lasciati lì.

    Se pensi che per lievitare la pasta per la pizza con il lievito di birra in cubetti o liofilizzato ci vogliono sulle 3 ore mentre con quello fatto da me col miele ce ne vogliono almeno 12, io di solito la faccio 24 ore prima, qualche differenza c’è per forza, anche se te lo vendono come prodotto naturale.

    La gente vedo che compera e credo mangi i polli del supermercato, io non ci riesco “puzzano di mangime”, ovviamente chi li consuma non sa’ nemmeno cosa sia un pollo allevato “ a terra”, io che li avevo in campagna e venivano consumati solo dopo che avevano compiuto almeno 4 mesi di età la differenza la sento eccome!

    Quelli che vendono hanno 20 giorni a volte e li ingrassano tenendoli nelle batterie fermi e mangiando mangime giorno e notte “de che ponno sapè ?” come si dice dalle mie parti.

    Meno male che c’è il marito di Ida che ogni tano me ne porta uno ruspante…..

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