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Se il progettista auto segue il “marketing” e dimentica la sicurezza stradale…

Per i motivi che ben sanno i lettori abituali non compro più Quattroruote, tuttavia diventa difficile orientarsi diversamente, visto che l’imprecisione e la scarsa attendibilità sembrano farla da padrone anche sulla stampa specializzata, per cui ho deciso di acquistare solo TopGear dove sicuramente trovo le auto che non comprerei, ma trovo anche articoli dove gli autori dicono quello che pensano, con un approccio che certi definirebbero “politicamente scorretto”, ma che io chiamo sincero.

Posso non essere d’accordo con il loro approccio verso le ibride o per le auto che non fanno almeno i 250 kmh., tuttavia almeno parlano chiaro.

L’approccio, come detto, è diverso dal mio, prima si pensa alle prestazioni ed alle dotazioni elettroniche, poi al resto, tuttavia nel numero in edicola c’è la prova di una Citroen C4 GranPicasso 2.0 dove è evidenziato il fatto che la dotazione multimediale è progettata pensando all’effetto visivo e non alla comodità, cosa questa che porta ad una diminuzione della sicurezza stradale.

Scrive l’autore dell’articolo:

…il monitor centrale da 7″ ospita un sacco di comandi: clima, stereo, navigatore, telefono, assistenza alla guida, connettività. E’ touchscreen ed è l’unica cosa che mi fa un pò imbestialire.

Capisco la moda dei tablet, ma la pretesa di trasferirli tout-court nel bel mezzo di una plancia è un’operazione di marketing che fa un pò a pugni con la sicurezza di guida.

Menù e sottomenù sono difficili da selezionare a causa dei sobbalzi della strada e distraggono l’attenzione del guidatore. 

Le care e vecchie manopole per radio e clima restano più intuitive e sicure, perchè le trovi anche senza togliere lo sguardo dall’asfalto.”

Ora, lo capisce il giornalista, lo capirebbe qualsiasi automobilista di buonsenso e non lo capisce il progettista?

E non lo nota nessuno di quelli che collaudano l’auto e che, secondo me, dovrebbero riportare ai progettisti anche questi scivoloni ergonomici?

Oppure l’impatto visivo di un touchscreen (io lo chiamo schermo tattile) a prescindere dalla sua comodità d’utilizzo, vale il rischio di un incidente per distrazione, peraltro evitabile?

Il bello è che sul sito di Citroen definiscono lo schermo come “intuitivo, digitale ed ergonomico”. Sarà…

schermo

Ho notato poi fra le foto del quadro strumenti che lo stesso è configurabile a piacere dal guidatore; mi sta bene il fatto che sia possibile vedere davanti a sè tachimetro e la visione della telecamera piuttosto che tachimetro e contagiri, tuttavia sono perplesso circa le foto viste sia su TopGear sia sul sito dove si vede una foto panoramica che sostituisce in parte lo spazio dedicato alla strumentazione.

quadro

Dubito fortemente che un’automobilista assennato tolga uno strumento dal quadro per avere un panorama (per farci che poi? da guardare mentre guida?) tuttavia mi sembra assurdo l’approccio di per sè.

Ed allora si torna alla domanda originale: ma i progettisti guidano (su strada, meglio se trafficata) le auto che disegnano?

Articoli correlati ovvero….

Sul Blog trattiamo spesso argomenti di sicurezza automobilistica, d’altro canto io e Francesco ci siamo conosciuti, seppur virtualmente, proprio durante un progetto comune in tal senso.

Io sono più razionale e bado al sodo, lui è animato da una grande passione per il “mondo auto”, per cui spesso si fa guidare dal cuore, tuttavia entrambi siamo buoni osservatori e quindi ci è capitato spesso di porci delle domande sui progettisti che disegnano auto belle a vedersi, ma scomode nel quotidiano, salvo poi fare anche degli scivoloni che agli automobilisti complicano la guida.

Abbiamo parlato degli indicatori di direzione annegati nelle luci posteriori, magari a led, che di fatto sono invisibili e quindi non assolvono alla loro funzione, il che è un male; poi ci sono gli stop con 92 led che accecano l’automobilista che segue la vettura in questione e chi ha avuto davanti un’auto con il retronebbia sempre acceso sa bene che la forte intensità di queste luci crea un effetto memoria sulla retina, che rende difficoltoso percepire l’accensione, per l’appunto, degli stop.

Dal mio punto di vista c’è anche il problema delle luci diurne che su certe auto sono composte da lunghe file di led che di giorno assolvono allo scopo di farsi vedere, ma che quando fa buio sono oltremodo fastidiose, quando hai magari un Suv con la fanaleria all’altezza dello specchietto retrovisore.

4 commenti su “Se il progettista auto segue il “marketing” e dimentica la sicurezza stradale…

  1. Pingback: I touch screen sono scomodi in auto. Ma sono tanto belli e i giornali scrivono (quasi) solo questo | Paoblog

  2. paoblog
    10 aprile 2014
  3. paoblog
    8 aprile 2014

    un effetto collaterale è il fatto che l’automobilista medio disimpara a guidare con attenzione (se mai ne fosse stato capace 😉 abituato come sarà a schermi, sensori, cicalini che (in teoria) “fanno & pensano” al posto suo.

  4. IlPrincipeBrutto
    8 aprile 2014

    >> ma i progettisti guidano (su strada, meglio se trafficata) le auto che disegnano?
    .
    Ritengo che la risposta sia irrilevante. I touch screen si diffondono sulle auto perche’ permettono di aumentare le funzioni offerte a chi guida riducendo i costi. Dove prima serviva un pulsante, e tutta la circuiteria connessa, adesso basta che un programmatore aggiunga una icona sullo schermo.
    .
    Inoltre, ritengo che l’aspetto sicurezza sia completamente secondario per chi progetta queste vetture. Il pubblico vuole il touch screen, con tante belle funzioni, quindi al pubblico va dato il touch screen, altrimenti l’auto parte svantaggiata sul mercato.
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    Si e’ innescata per i touchscreen lo stesso meccanismo di ‘corsa agli armamenti’ che si e’ verificato per i SUV. Sono vetture insensate, ma se intorno a te ci sono tanti SUV, allora e’ razionale prenderne uno, in modo da essere ‘alla pari’ in caso di incidente. Analogamente, se qualcuno nel tuo segmento comincia ad offrire un touch screen, allora per vendere in quel segmento devi offrirlo anche tu. Senza contare che immagino ci sia una bella spinta da parte dei fornitori di primo livello (Bosch, per dire) per l’adozione di queste nuove tecnologie, sulle quali di certo fanno dei margini ben piu’ succosi che sui prodotti piu’ maturi.
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    E’ una situazione frustrante, specie per persone come te attente alla sicurezza di guida; purtroppo, non vedo alcun cambiamento in positivo all’orizzonte, visto che la tendenza e’ da anni quella di ‘banalizzare’ la guida e relegarla ad attivita’ poco impegnativa.
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    Sicuri si diventa, Ride Safe

I commenti sono chiusi.

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