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Legambiente fa il punto della situazione per mari e coste italiane

pollice giùCattiva depurazione, inquinamento e cemento abusivo, ma anche pesca di frodo e violazioni del codice di navigazione.

Questi sono i mali endemici del mare italiano su cui, come ogni anno, Legambiente fa il punto nel suo rapporto Mare Monstrum 2014.

La nuova edizione del dossier è stata presentata in concomitanza con la partenza di Goletta verde, a cui è affidato il compito di effettuare monitoraggio di 200 dei punti critici denunciati dal rapporto. In realtà i numeri di Mare Monstrum sono molto più alti e molto più preoccupanti.

Basti pensare che nel 2013 forze dell’ordine e capitanerie di porto hanno accertato ben 14.504 infrazioni tra mare e costa, confermando una triste verità: l’attenzione per la tutela ambientale non è così alta come ci si potrebbe aspettare visto che l’aumento del numero di reati che è stato costante negli ultimi 4 anni.

Rispetto al 2012 lo scorso anno ha registrato un incremento delle attività illegali del 7,3%, con un “picco” di reati nel settore della depurazione. Un dato, quest’ultimo, che non sorprende troppo se si considera che il sistema di depurazione in Italia copre solo il 78,5% della popolazione-

Anche il ciclo illegale del cemento, unico settore calato del 15,8% rispetto all’anno precedente, continua a dare brutte notizie, registrando la cifra più alta del business del “mare illegale”; parliamo di oltre 266 milioni di euro su quasi mezzo miliardo di euro di totale accumulato commettendo eco-crimini fra mare e terraferma.

Se i conti invece si fanno sul numero di reati, la pesca di frodo è quella che rappresenta il 42% di questa illegalità:le forze dell’ordine hanno sequestrato di più di 1 milione e 600 mila chilogrammi di pescato e le regioni più coinvolte sono Puglia, Campania, Sicilia, Calabria e Veneto.

Di fronte a questo quadro poco rassicurante Legambiente ha voluto assegnare 5 bandiere nere 2014 a quanti si sono distinti per progetti o iniziative ai danni del mare.

Le bandiere – spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – vanno al Mose e alle Grandi Navi per l’attacco che rappresentano alla laguna di Venezia, alla Costa Crociere per il danno ambientale causato dalla Concordia, alla Provincia di Salerno per il Grande Progetto per arginare l’erosione del litorale, al Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi per il sostegno al rilancio delle estrazioni petrolifere nel mare italiano, infine al Porto di Molfetta dove sarebbe stata messa in piedi una maxi truffa per intercettare cospicui finanziamenti pubblici”.

LEGGI IL DOSSIER MARE MONSTRUM 2014 DI LEGAMBIENTE

Fonte: Rinnovabili.it

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