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Verdura a km zero sui tetti delle fabbriche

Il potenziale inespresso delle grandi metropoli secondo l’architetto Antonio Scarponi è racchiuso nelle grandi aree industriali, dove le moderne fattorie urbane potrebbero rivoluzionare completamente l’intero stile di vita.

I grandi tetti piatti dei capannoni industriali e dei container si presterebbero tranquillamente ad accogliere coltivazioni più o meno estese sostanzialmente in grado di fornire cibo alla città, in maniera assolutamente alternativa e, se vogliamo vedere, a km quasi zero.

1- Urban Farm Verdura a km zero sui tetti delle fabbriche -Credits: © Monica Tarocco www.conceptualdevices.com

 Sulla scia dei già numerosissimi orti urbani messi in opera in metropoli oltreoceano del calibro di New York, è nato il progetto “Urban farmers rooftop” che in pochi mesi ha saputo riqualificare i 400 mq di un capannone industriale a Basilea in Svizzera.

L’intero progetto ruota attorno all’impiego di un semplice sistema acquaponico che da solo permette di mantenere in equilibrio l’intero ambiente delle fattorie urbane, dove da una parte l’allevamento dei pesci nutre la vegetazione, mentre dall’altra nello stesso tempo  le piante mantengono pulite le vasche.

L’architettura del progetto è suddivisa sostanzialmente in due moduli separati “calati” sulle coperture dei capannoni: le serre per la coltivazione delle piante ed una serie di blocchi destinati agli uffici ed alle sedi amministrative, tutto rigorosamente sviluppato secondo un layout che permette di superare la storica dicotomia tra città e campagna, portando l’agricoltura urbana delle urban farm direttamente nel cuore delle aree industriali.

Le urban farm (scrivere fattorie urbane. no? 😉 ) rappresentano sempre più spesso una soluzione ingegnosa per sfruttare spazi altrimenti inutilizzati, trasformandoli al contrari in veri e propri punti produttivi. Pochissimi mesi fa anche l’eclettica Londra ha pensato bene di convertire i 10.000mq di rete sotterranea in una vera e propria fattoria urbana capace (secondo le previsioni) di produrre cibo a sufficienza per l’intera città.

Un commento su “Verdura a km zero sui tetti delle fabbriche

  1. Poppea
    3 luglio 2014

    Bello se di facile realizzazione

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