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Eco rifugi: il Monte Rosa-Hütte è un esperimento riuscito

in sintesi un articolo letto su Rinnovabili.it che non posso che dedicare al Pupo Alpinista ed all’amico Angelo R. 🙂

Compie 5 anni di attività l’eco rifugio Neue Monte Rosa-Hütte, un cristallo sfaccettato di alluminio e legno immerso nella cornice mozzafiato delle Alpi Svizzere, dove fanno capolino il Monte Cervino e la Punta Dufour.

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Ogni minimo dettaglio, dalla progettazione alla cantierizzazione è stato studiato nel nome dell’ecosostenibilità. I materiali impiegati sono completamente riciclabili, o facilmente smaltibili e non causano l’immissione nell’atmosfera e nel sottosuolo di agenti dannosi per l’ambiente.

Le dotazioni impiantistiche garantiscono un’autosufficienza energetica del 90%, raggiunta sfruttando al massimo le risorse naturali del sole e della neve.

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La configurazione dell’edificio, assimilabile ad un prisma, ricorda le forme di un cristallo di neve e, grazie al rivestimento in alluminio translucido, lo rende perfettamente integrato all’ambiente circostante: dal basso le sfaccettature prismatiche sono facilmente distinguibili dagli alpinisti che si apprestano a raggiungerlo, mentre dall’alto appare come una pietra piatta.

Il rivestimento in alluminio, che avvolge l’edificio dalle facciate al tetto senza soluzione di continuità, si interrompe lungo il lato esposto a sud, lasciando spazio ad un sistema fotovoltaico integrato composto da 85 mq di pannelli, in grado di assicurare un’efficienza energetica pari al 90% del reale fabbisogno.

L’acqua calda sanitaria, necessaria alle esigenze dei 120 avventori che la struttura è in grado di ospitare, viene ottenuta mediante lo sfruttamento di 35 mq di pannelli solari, aggrappati sulle rocce a sud del rifugio.

L’acqua, risorsa preziosissima e difficilmente trasportabile alle alte quote, viene doppiamente recuperata. Le acque di scolo e le acque grigie, vengono riutilizzate per alimentare le vaschette dei wc tramite un sistema alimentato dall’energia solare autoprodotta, mentre in estate l’acqua proveniente dallo scioglimento della neve viene immagazzinata in una vasca sotterranea, custodita ad una temperatura tale da consentire il mantenimento dello stato liquido anche durante i freddi mesi invernali.

Sulla facciata principale la pelle di alluminio si interrompe per dare respiro ad un’ampia vetrata, in grado di illuminare completamente gli ambienti comuni situati al piano terra e di restituire la vista dello spettacolo sconvolgente dei ghiacciai circostanti.

Tutte le finestre, energeticamente performanti,  sono dotate di tripli vetri ed il loro posizionamento è stato studiato in maniera tale da evitare il surriscaldamento estivo e da resistere all’azione orizzontale del vento.

Primo esempio nell’arco Alpino di una gestione completamente sostenibile applicata a 360° ad un edificio, l’eco rifugio da cinque anni ospita alpinisti, sciatori, ed i ricercatori del Politecnico di Zurigo che ogni anno si incontrano per un convegno sullo sviluppo della domotica e dell’energia.

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