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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Quando i dipendenti non percepiscono la crisi…/4

pensieri paroleQuesto è un post che in realtà avevo pensato, ma non avrei dovuto scrivere avendo già trattato l’argomento tre volte nel 2011nel 2012 nel 2014.

Se non fosse che qualche giorno fa è passato a trovarmi Il Testimone e due chiacchiere in libertà si sono tramutate in una reciproca condivisione delle problematiche attuali, comuni a molti, che siano imprenditori o dipendenti.

E quindi la mancanza di lavoro, la crisi che non molla la presa, le ovvie difficoltà economiche aggravate dalle solite spese impreviste alle quali diventa sempre più difficile fare fronte … poi i problemi di salute di alcuni familiari, e via così.

Niente di nuovo per nessuno di noi, ma genera sempre sgomento quando racconti dell’atteggiamento di certi dipendenti.

Prima di arrivarci, però sono costretto ad un riassunto delle puntate precedenti (che i lettori abituali possono saltare andando al paragrafo che inizia in rosso), giusto per far capire i parametri di riferimento; va da sè che devo condividere i fatti miei, ma se vogliamo capirci, è necessario.

Siamo in crisi da 2009, il fatturato di è dimezzato, ma le spese sono aumentate. Alle prime avvisaglie della crisi economica mi sono ridotto lo stipendio del 15% rinunciando anche alla 13ma mensilità.

Un problema tira l’altro e nel corso del 2014 mi sono ritrovato per diversi mesi senza ricevere lo stipendio (per un massimo di 4 mesi) ed al 15 febbraio ho ricevuto lo stipendio di ottobre 2014; in pratica me ne mancano sempre quattro.

In questi mesi la vita va avanti, si mangia tutti i giorni, si deve fare benzina, pagare le bollette, l’assicurazione, imprevisti  a iosa e sono riuscito a stare a galla solo perchè un paio di mesi dopo la sospensione dello stipendio mi si è sbloccato un piccolo investimento che mi ha permesso di tirare avanti, con la giusta oculatezza.

Resta il fatto che nel mese di luglio, oltre ad altre spese non differibili ed altre impreviste, in due occasioni diverse (in 15 giorni) si è rotta la macchina e mi sono trovato davanti a quasi 1700 € di spese.

Affrontata la prima spesa di 500 €, quella da 1200 € mi ha steso. Fortuna vuole che mi sono rivolto al meccanico di fiducia che ha accettato un pagamento rateale (sulla parola) e quindi nel giro di un paio di mesi sono riuscito a saldare il tutto.

Negli ultimi mesi a parte le due bollette del gas (superiori ai 200 €, d’altro canto il riscaldamento incide), ecco che la caldaia va in sovrapressione, scarica tutta l’acqua all’una del mattino e quando di notte mi alzo cucina e salotto sono allagate, scatta il cortocircuito che mi fa fuori il televisore (€ 280).

Poi si è rotta la macchina (160 €) e ieri è venuto il tecnico della caldaia, facendo la pulizia, il nuovo libretto e riparando un problema di accensione (€ 180). Se non fosse che ha detto di vedere se si svuota ancora, perchè in quel caso sarà necessario sostituire il vaso. Ed infatti questa mattina la caldaia era in blocco, senz’acqua.

Altra spesa in arrivo, altri 180-200 € … 😦

Finita questa lunga premessa, si sarà capito che anch’io come  tutti, ho i miei problemi e sono anche in grado di percepire quelli degli altri.

Parliamo di lavoro, ora.

A metà 2014, vista la difficoltà di tirare avanti, finiti i periodi di Cassa integrazione, delle due l’una: o licenziare almeno un dipendente oppure proporre a due di loro il part-time.

Hanno accettato, chiedendo il vincolo per un anno, (come se bastasse un anno per risolvere questa crisi economica); nonostante il part-time, nel secondo semestre 2014, ci sono state 661 ore improduttive ovvero con i dipendenti pagati, ma senza che ci fosse un rientro economico.

In pratica li abbiamo regolarmente pagati per non fare nulla. Non è colpa loro, ma neanche mia, ma in ogni caso è una situazione che è evidente ogni giorno che passa.

Non si tratta di problemi dell’azienda che il dipendente non vede, come ad esempio non vede il rimborso ridicolo dell’1% su un credito di 26.000 € (a seguito di un fallimento), non vede gli insoluti, i ritardati pagamenti e l’ennesimo fallimento che mi polverizza un altro credito per il quale avevo già in mano la sentenza del Giudice, non vede la rabbia per l’assoluta mancanza di tutela per i creditori, non vede il continuo correre dietro a leggi e normative che cambiano in corsa e causano costi aggiuntivi.

Tutto questo non può vederlo, a meno di affiggere ogni giorno un resoconto in bacheca, anche se basterebbe ascoltare quando si raccontano queste situazioni ai lavoratori, ma in ogni caso se passa 4 ore al giorno seduto a girare i pollici, quello lo vede.

Ed eccoci arrivati al nocciolo della questione.

Come fai a chiedermi (una volta di più) il pagamento del premio di produzione (peraltro pagato volontariamente dall’azienda) sospeso da tre anni a questa parte?

E su che basi poi… visto che in queste settimane è venuto un pò di lavoro…

E’ venuto un pò di lavoro, certo, che si è alternato con settimane a zero lavoro, lavoro per il quale io pago puntuali i dipendenti, pago Iva e tasse, pago i materiali e, dopo 60/90 giorni, se sono fortunato*, prendo i soldi.

(* il vero problema oggigiorno, arriva da clienti consolidati, ventennali, ai quali dai fiducia ovvero credito e che da un giorno all’altro diventano insolventi. Ogni fornitura diventa un salto nel buio…)

Dopo di che, la chicca: venerdì ho preso lo stipendio (921 € a part-time) e lunedì l’ho già finito.

Come detto, capisco, se non fosse che il dipendente si è dimenticato di dire che in famiglia sono in tre e lavorano tutti.

Lui part-time, certo, la moglie è un funzionario delle Poste ed il figlio fa l’operaio e, a sentire il padre, con uno stipendio decisamente alto.

Quindi se tu con 2,5 stipendi non riesci a tirare avanti, non hai mai pensato che forse il problema è la tua gestione del bilancio familiare?

Come ad esempio farsi 3 settimane di mare in agosto, tassative al punto tale da richiedere sistematicamente qualche giorno di ferie in più, come tassativo è cercare sempre di anticipare un eventuale ponte, prendendosi mezza giornata extra “che io devo andare via…

A completamento del quadro, una cosa che ho saputo nei giorni scorsi; lo scorso anno ha venduto un appartamento ereditato, ricavandone 90.000 €; ovviamente uno dei suoi soldi ci faccia quello che vuole, ma non è che poi debbano essere gli altri a pagare per le tue scelte.

Quindi se hai da pagare il mutuo, magari potevi usare quei soldi per estinguerlo e poi con quello che avanza fai quello che vuoi; invece lui ha preferito suddividere la somma fra moglie e figli.

Il mio bilancio familiare invece è quello che è per le ragioni già spiegate.

La Signora K è andata in pensione al 1° novembre, ma per 3 mesi non ha ricevuto un Euro e meno che mai la liquidazione, il cui pagamento è previsto in 6 mesi, che l’azienda non ha i soldi (per cattiva gestione, in questo caso).

In chiusura una considerazione circa lo stato d’animo comune. L’altra sera, una volta di più, sono tornato a casa con un bel mal di testa, così come la sera precedente e come spesso capita verso la fine della settimana.

La causa è il mix di pressione, stress, rabbia con le quali devo convivere durante la settimana, cosa questa che succede anche a il Testimone, che confermava punto per punto quanto ho esposto qui, vivendolo anche lui in prima persona.

E’ stancante, ma si deve tirare avanti, però di certi atteggiamenti ne farei a meno, tanto più considerando che diversamente da certi che non pagano lo stipendio ai dipendenti e poi comprano** l’Audi da 60.000 €, sono qui a tirare avanti come tutti, senza ritardare un pagamento di un giorno, che si tratti di dipendenti o fornitori.

Nel corso della mia carriera, solo una volta ho dovuto licenziare (per crisi) un dipendente e, non essendo uno squalo indifferente a quello che comporta per una persona la perdita del lavoro, ci sono arrivato solo dopo alcune settimane perse a cercare una soluzione alternativa e con, a corredo, un perenne bruciore allo stomaco.

In questi ultimi mesi, però, più di una volta in azienda abbiamo pensato che sarebbe stato meglio licenziare piuttosto che cercare di salvare i posti di lavoro.

Chissà se il personaggio in questione avrebbe preferito essere disoccupato piuttosto che a ricevere 921 € al mese.

** Una piccola nota integrativa necessaria al fine di evitare che qualcuno pensi che predico in un modo e razzolo nell’altro.

Negli ultimi due anni a furia di riparazioni sto ricostruendo la Toyota un pezzo alla volta, per cui ho preso più volte in considerazione di cambiare auto, anche per il problema correlato al possibile blocco delle Euro 3 diesel, tuttavia per mesi mi sono accontentato di sfogliare il depliant, sperando di beccare al momento giusto una qualche promozione, cosa che è successa sabato quando sono passato dal concessionario a chiedere alcune informazioni sul modello che mi interessava (non un’auto da 60.000 €, ma neanche da 30.000)

Mi hanno proposto l’ultima auto (nuova) rimasta della serie precedente ad un ottimo prezzo, che potevano scontare ulteriormente ritirando la mia auto di 11 anni, cosa sulla quale non contavo.

Decisione presa in mezza giornata, che a questo prezzo (quasi 4000 € in meno) non l’avrei più trovata, ma soprattutto che al prezzo attuale non ce la potrei fare.

Resta il fatto che sono riuscito a schivare l’oneroso finanziamento, grazie ad un prestito da parte dei miei genitori e restituirli con calma è meglio che avere una scadenza mensile fissa, inderogabile.

Perchè le incognite sono troppe…

 

 

 

 

 

 

5 commenti su “Quando i dipendenti non percepiscono la crisi…/4

  1. Chiara
    23 febbraio 2015

    beh, almeno adesso potrai farti pochi scrupoli nel decidere chi licenziare (fossi in te lo farei subito….)

  2. Bosch
    23 febbraio 2015

    Azz, Pao, quadro decisamente sconfortante………

    Ti auguro che ti capiti un TRENO di lavoro e, al piu’ presto…

    Augurandoti che non ti si rompa piu’ niente,almeno per un’annetto!!!

  3. Poppea
    23 febbraio 2015

    Io ne prendo 1200 full time per cui 921 non mi sembrano pochi. Il problema è che la gente più la tratti bene peggio ti fa’.

    Certe persone si meriterebbero i datori di lavoro che li lasciassero senza stipendi.

    Cmq io sto’ attenta qua e là, ho lo scaldabagno che butta un po’, sabato e ieri l’ho tamponato col del silicone e finchè dura……mentre ci sono persone che si comperano la TV 32’ e poi non la pagano, è questione di mentalità e con quella che abbiamo noi non ci godremo mai nulla

  4. IlPrincipebrutto
    23 febbraio 2015

    >> Decisione presa in mezza giornata, che a questo prezzo (quasi 4000 € in meno) non l’avrei più trovata, ma soprattutto che al prezzo attuale non ce la potrei fare.
    .
    Giusto per curiosita’, parliamo di una Auris?
    .
    sicuri si diventa, ride safe.

    • paoblog
      23 febbraio 2015

      parliamo di una Yaris

I commenti sono chiusi.

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