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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Quando i dipendenti non percepiscono la crisi…

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

pensieri paroleGiriamola come si vuole, ma è dal 2009 che la crisi colpisce duramente, con una riduzione del fatturato che ci pone ai limiti della sopravvivenza.

(Apro una parentesi. Sopravvivenza è il termine esatto, checchè ne dicano gli Studi di Settore o il Redditometro, che proprio oggi è andato a colpire una persona che conosco molto bene, che con due ipoteche sulla casa e debiti fino al 2014, sta cercando di tirare avanti e salvare l’attività.

E che gli dicono all’Agenzia delle Entrate quando gli ha fatto notare la cosa?

Che non ha senso fare debiti per salvare il lavoro. Va bene. Allora a 56 anni, con i suoi debiti ed il c/c in rosso, senza neanche un paio di Porsche in garage, chiude e…lo assumono loro? Oppure qualche parlamentare rinuncia al suo vitalizio e lo mantiene? Ma andassero veramente a fancucciolo….)

Torniamo a noi. L’azienda è piccola, si condividono spesso i problemi con i dipendenti, raccontando e spiegando come gira il mondo ovvero male.

Tralasciando la carenza di ordini che peraltro toccano con mano restando letteralmente seduti (ma pagati) in attesa che arrivi qualcosa da fare, restano sempre attuali i problemi collaterali, che siano i ritardi di pagamento così come lo Stato che oltre ad essere un socio occulto che si piglia i suoi dividendi a prescindere, ti carica di obblighi onerosi e spesso difficili da assolvere, visto che ci sono solo sulla carta (Vedi il Sistri).

Al momento abbiamo due ordini da evadere ed un terzo in attesa di decisione da parte del cliente, ma il materiale a magazzino non è sufficiente per fare tutto, ragion  per cui è necessario gestire quello che c’è, salvo acquistare quello che manca, ma solo se arriva un ordine a copertura.

Ieri sono arrivati 1100 kg. di materiale, ad un prezzo che supera i 7 € al chilo, aggiungi l’Iva al 20+1% e scopri che hai un bel debito da pagare a fine gennaio 2012. Fine gennaio… c’è tempo, se non fosse che il materiale lavorato lo consegni a novembre ed i primi soldi li incassi nel marzo 2012 , il che ti porta a restare fuori con tutta la somma per almeno 1 mese.

In condizioni di mercato normale, non sarebbe un problema, perchè il flusso di entrate ed uscite sarebbe continuo, ma al momento l’unica certezza sono le uscite. Per le entrate si vive alla giornata.

L’intero ragionamento è stato spiegato ai dipendenti per far capire loro che non ci divertiamo a fargli montare e smontare le attrezzature (cosa peraltro per la quale sono pagati) senza dimenticare che nessuno andrà un giorno a dirgli che ci hanno messo più del previsto a fare la produzione X. E’ ovvio se devi attrezzare 3 volte invece che 1.

Ed invece oggi serpeggia il malumore, perchè dovranno riprendere in mano il lavoro successivamente. Con la giustificazione: il lavoro così costa di più, loro fanno le menate a noi; al limite dovrebbe essere il contrario.

Come detto, il lavoro costa di più, in teoria, però sarebbe una bella fesseria perdere un bell’ordine per mancanza di materiale, pur di produrre altri pezzi che andranno in consegna in dicembre 2011 e gennaio 2012.

Resta il fatto che una volta finito questo lavoro si troverebbero nuovamente seduti ad aspettare nuovi incarichi, per cui tra il non far niente (non per colpa loro, ma pagati) e riattrezzare le macchine, francamente opto per la seconda soluzione.

Da dove nasce il titolo?

Dal fatto che sapendo tutto quanto sopra esposto, c’è chi si lamenta perchè da 4 anni non riceve aumenti. Vero.

Vero che anche io sono stipendiato e mi sono autoridotto lo stipendio del 15% da 3 anni.

Vero che questo mese il dipendente che si è lamentato ha preso il 20% più di me, ad esempio.

Vero che nonostante i periodi di Cassa Integrazione al 50%, la Tredicesima gli è stata pagata al  100%.

E da dove arrivano i soldi per pagare i dipendenti nonostante un fatturato ridotto del 40%, dai costi sempre in aumento, dalla pressione dello Stato?

Arrivano da un’azienda sana, da soci che girano con auto normali, di 10 anni, senza barche e ville, ma con una gestione oculata, che passa per l’appunto anche attraverso la gestione del magazzino e delle spese che si possono fare.

C’è da dire che il dipendente in questione ha sul gobbo tutta una serie di obblighi e rate causate da una serie di spese perlomeno discutibili e che lo hanno posto in seria difficoltà. Ma non è colpa mia se invece che comprare l’utilitaria che ti serve acquisti una monovolume da 7 posti e via dicendo…

Chissà, forse sarebbe meglio licenziare qualcuno invece che stare qui a fare sacrifici per conservare il posto a tutti quanti, me compreso, che non posso certo vivere di rendita…

° ° °

L’amico Bosch mi ha appena scritto: Nun ce pensa’…arriveranno tempi migliori visto  che peggio di cosi’ non ci si va.

Ed io gli rispondo che poco fa uno dei dipendenti è venuto a chiedere se è possibile avere un aumento, “visto che adesso il lavoro c’è“.

Abbiamo 2 soli ordini. Chiamalo lavoro. Ma la domanda sorge spontanea: non ha notato che negli ultimi due mesi è stato più il tempo in cui ha ciondolato senza lavorare, ma incassando ugualmente il 100% dello stipendio.

Non si chiede da dove arrivino questi soldi (senza dimenticare che a quello che arriva a lui in busta paga, sono da aggiungere le trattenute ovvero il salasso…)?

Evidentemente no… arrivano sempre dalle scorte di liquidità, sempre più ridotte, possibili solo grazie ad una gestione oculata al centesimo e non è un modo di dire.

Sono stanco…

(Negli ultimi 30 mesi ne abbiamo fatti 15 in Cassa integrazione al 50%, soldi che anticipiamo noi ed aspettiamo il rimborso dell’Inps, che non arriva mai prima di 3-4 mesi dal termine della CIG. Aggiungiamo 1 mese di ferie al’anno e siamo a 12 mesi lavorati su 30. In questi 12 mesi non sempre siamo riusciti a lavorare 8 ore al giorno. Ma gli stipendi sono sempre stati pagati. Ed in cambio ti fanno pure le menate perchè non hanno ricevuti aumenti se non quelli previsti dal Contratto… )

° ° °

Nel pomeriggio un cliente ha mandato un operaio a ritirare del materiale e, vista la confidenza che c’è, gli abbiamo chiesto per curiosità quanto prende di stipendio facendo le canoniche 8 ore al giorno: tra 1350 e 1400 € al mese.

Gli abbiamo raccontato che c’è gente che prende 1850 € al mese e si lamenta e lui ci è rimasto di sasso.

Poi è toccato a lui raccontare che ha un solo figlio fortunatamente, che lo stipendio della moglie se ne va tutto nel mutuo, che ha le rate da pagare della C1 della moglie (costretto a comprarla lo scorso anno), che l’altro giorno con la sua 206 con 170.000 km. ha avuto un incidente (tralasciamo le modalità sfortunate)  da 5.000 € di danni e, abitando in provincia, lontano dal lavoro, in zona non servita da mezzi pubblici ha la necessità di un’auto.

Ed ha preso una Focus e sono 260 € al  mese di rata. Quindi con 1090 € devono vivere in 3, sperando poi che non si rompa la lavatrice…

E quando devi campare con 1090 €, ti viene difficile ascoltare certe lamentele altrui…

Io invece spero che il frigo-congelatore che ha lanciato strani segnali il mese scorso faccia il bravo…

Segue: seconda puntata nel 2012terza puntata nel 2015


4 commenti su “Quando i dipendenti non percepiscono la crisi…

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